La Città metropolitana di Bologna per favorire lo sviluppo sostenibile ha avviato da tempo un percorso che la vede impegnata sotto il profilo della sostenibilità sia nella tutela del territorio che nel coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder, attraverso la definizione di obiettivi e di indicatori per misurare il progresso verso il conseguimento degli SDG’S dell’Agenda ONU.

Promotrice della Carta di Bologna nel 2017, tra il 2018 e il 2019 la Città metropolitana di Bologna ha elaborato, in collaborazione con il Comune capoluogo, con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Dipartimento di Ingegneria civile, chimica, ambientale e dei Materiali e Dipartimento di Scienze Aziendali e con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la prima “Agenda per lo Sviluppo Sostenibile”. Attualmente si sta impegnando a redigere un’Agenda 2.0. che si pone come naturale affinamento della precedente Agenda, estendendo la dimensione prettamente ambientale dello sviluppo sostenibile alla dimensione socio-economica.

 
Una sfida globale

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità.Sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, l’Agenda è costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – inquadrati all’interno di un programma d’azione più vasto costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030. Questo programma non risolve tutti i problemi ma rappresenta una buona base comune da cui partire per costruire un mondo diverso e dare a tutti la possibilità di vivere in un mondo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, economico.

Gli obiettivi fissati per lo sviluppo sostenibile hanno una validità globale, riguardano e coinvolgono tutti i Paesi e le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura.

I 17 Goals fanno riferimento ad un insieme di questioni importanti per lo sviluppo che prendono in considerazione in maniera equilibrata le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed ecologica – e mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l‘ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici, a costruire società pacifiche che rispettino i diritti umani.

Il primo passo che è stato fatto dall’Italia per declinare a livello nazionale i principi e gli obiettivi dell’Agenda 2030 è stata l’elaborazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) presentata al Consiglio dei Ministri il 2 ottobre 2017 e approvata dal CIPE il 22 dicembre 2017. Disegna una visione di futuro e di sviluppo incentrata sulla sostenibilità, quale valore condiviso e imprescindibile per affrontare le sfide globali del nostro paese: un quadro strategico di riferimento delle politiche settoriali e territoriali in Italia.


Link utili
https://sdgs.un.org/2030agenda
https://unric.org/it/agenda-2030/
https://www.minambiente.it/pagina/la-strategia-nazionale-lo-sviluppo-sostenibile
https://www.regione.emilia-romagna.it/agenda2030/il-progetto
https://www.istat.it/it/benessere-e-sostenibilit%C3%A0/obiettivi-di-sviluppo-sostenibile

https://asvis.it/

 
Il livello metropolitano

Dalla Carta di Bologna per l’Ambiente all’Agenda metropolitana 2.0


CARTA DI BOLOGNA PER L’AMBIENTE

In occasione del G7 Ambiente ospitato a Bologna nel giugno 2017, la Città metropolitana di Bologna è tra i promotori della sottoscrizione della “Carta di Bologna per l’Ambiente” fra le 14 Città metropolitane.
La Carta è radicata sugli obiettivi dell’Agenda ONU 2030 e individua otto temi relazionati al SDG 11, “rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri e sostenibili”, identificando gli obiettivi da raggiungere nei prossimi anni relativamente ai temi: uso sostenibile del suolo, economia circolare, adattamento ai cambiamenti climatici e riduzione del rischio, transizione energetica, qualità dell’aria, qualità delle acque, ecosistemi verde urbano e tutela della biodiversità, mobilità sostenibile. È un primo passo verso la “costruzione di un’Agenda Metropolitana per lo sviluppo sostenibile nell’ambito della funzione di pianificazione strategica attribuita alle Città metropolitane”.


AGENDA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Insieme a Comune capoluogo e Università, con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Città metropolitana di Bologna diventa capofila del Patto fra le Città. Percorso che nel 2018/2019 porta alla nascita della prima “Agenda per lo sviluppo Sostenibile”. Strutturata in otto capitoli così come i temi della Carta di Bologna, essa si sviluppa secondo la seguente articolazione: inquadramento del tema (con riferimenti agli indirizzi nazionali e internazionali); obiettivi e target (ripresi dalla Carta di Bologna); baseline (governance territoriale, Indicatori); strategie e azioni (strategie al 2030, azioni in corso, azioni di medio periodo). Da un punto di vista metodologico, per quanto riguarda la scelta degli indicatori si sono tenuti presenti i principi di attendibilità e regolare aggiornamento, così come indicato anche dalla Raccomandazione della Commissione Europea 2003/532/CE, optando pertanto per indicatori già disponibili nei database della Città metropolitana o in altri database esterni (ISTAT e ISPRA in particolare).

La redazione dell’Agenda si pone sin da subito, in un’ottica di piena integrazione con gli strumenti di pianificazione e programmazione della Città metropolitana di Bologna, infatti nel luglio 2018 è stato approvato il Piano Strategico Metropolitano 2.0 (PSM 2.0), a novembre 2019 il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS) e, parallelamente, è stata avviata la redazione del Piano Territoriale Metropolitano (PTM).

La sua costruzione improntata su un lavoro partecipato e corale fra i soggetti pubblici e privati ha coinvolto istituzioni locali e attori del territorio. Le forme di partecipazione utilizzate sono state quelle messe in campo nella redazione del PSM 2.0: il Tavolo delle Società partecipate e il Consiglio di Sviluppo, luoghi del confronto stabile sulle strategie di sviluppo fra la Città metropolitana e le altre istituzioni, gli attori economici, l’associazionismo, il mondo del lavoro, della cultura, della formazione, del sociale e della sanità. Parallelamente si è scelto di effettuare anche un percorso di consultazione attraverso la somministrazione di un semplice questionario on-line al fine della raccolta di contributi che hanno arricchito la sezione dedicata alla descrizione delle azioni in corso di attuazione.


L'AGENDA 2.0
La pubblicazione della “manifestazione di interesse” nel luglio 2019, da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, rivolta alle Città metropolitane per la redazione delle Agende per lo Sviluppo Sostenibile, ha rappresentato per la Città metropolitana di Bologna l’occasione per estendere la dimensione prettamente ambientale della prima Agenda a quella economica e sociale ampliando di fatto il concetto di sviluppo sostenibile, auspicato sia dall’Agenda Onu che dal PSM 2.0.
La Città metropolitana ha colto l’opportunità offerta dal Ministero, presentando il progetto “Agenda 2.0. Le nuove dimensioni dell’Agenda Metropolitana per lo Sviluppo Sostenibile di Bologna”, che si pone come naturale continuazione e maturazione dell’Agenda elaborata tra il 2018 e il 2019.

Il progetto
L’Agenda 2.0 prevede obiettivi e indicatori economici e sociali, al fine di estendere la dimensione prettamente ambientale della prima Agenda, facendola interagire con gli strumenti di pianificazione e programmazione vigenti o in corso di approvazione. L’Agenda 2.0 sarà formata per ciascun Goal da:

  1. obiettivi e indicatori «core» con il confronto tra i diversi livelli (nazionale, regionale, Città metropolitana, Comune di Bologna e Unioni dei Comuni) e la distanza dall’obiettivo
  2. principali azioni in atto o programmate ai diversi livelli (Scenario programmatico) e ulteriori azioni necessarie al conseguimento degli obiettivi (Scenario obiettivo, Patto regionale per il lavoro e per il clima del 2020 e Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo sostenibile del 2021);
  3. "indicatori specifici" per il monitoraggio degli obiettivi e delle politiche locali


L’obiettivo è quello di rendere l’Agenda 2.0 un dispositivo di orientamento e integrazione degli strumenti di pianificazione e programmazione mediante la formulazione in via sperimentale di una modello di DUP della Città metropolitana coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2.0 e del PSM 2.0, che sia esportabile a livello di sia di Unioni di Comuni che di Comuni.

Il progetto prevede l’attivazione di progetti pilota, che radicalizzino sul territorio bolognese lo sviluppo sostenibile:

  1. "Transizione verso l’economia circolare nel territorio collinare e montano della Città metropolitana di Bologna"
  2. "Studio di prefattibilità sulla riorganizzazione dei servizi di trasporto pubblico nelle aree produttive"
  3. "Linee guida per la forestazione metropolitana"
  4. "Operation Center&Cities Web"


Azioni parallele e trasversali riguardano le attività di comunicazione e divulgazione dello sviluppo sostenibile all’interno e all’esterno dell’ente, con un’attenzione particolare verso le comunità scolastiche e i dipendenti della Città metropolitana e il coinvolgimento delle istituzioni locali e degli stakeholder.

Relativamente a questa ultima attività la Città metropolitana ha avviato due azioni specifiche (cap. 3 Agenda 2.0):

  1. una indagine per la ricognizione di progetti/ buone pratiche/ esperienze in materia di sviluppo sostenibile in corso nelle Unioni di Comuni, nei Comuni, nelle associazioni di categoria e in tutti gli altri enti e organizzazioni coinvolti, per permettere una più ampia partecipazione e conoscenza dello sviluppo sostenibile e al fine di contribuire ad orientare le future strategie politiche della Città metropolitana. Si tratta di un questionario on line, in cui ciascuna organizzazione potrà segnalare al massimo 5 buone pratiche, tra quelle ritenute più significative, sulla base del prioritario ambito di intervento dell’ente e tra esse quelle ritenute di maggiore impatto.
  2. una consultazione di secondo livello su tre territori (Comune di Bologna; Circondario Imolese; Unione Reno Lavino Samoggia) fra marzo e aprile, al fine di descrivere gli obiettivi e i target dell’Agenda 2.0 con i corrispettivi andamenti, nonché andare ad indagare quali altre azioni possano essere attivate per avvicinarsi al raggiungimento di tali obiettivi (Guide al percorso partecipato).

 

Con il Progetto CREIAMO PA, il confronto con le Agende è allargato a tutte le 14 Città metropolitane italiane

 
Agenda 2.0
 
 
 
Metodologia
 
Sconfiggere la povertà
 
Sconfiggere la fame
 
Salute e benessere
 
Istruzione di qualità
 
Parità di genere
 
Acqua pulita e servizi igienico sanitari
 
Energia pulita e accessibile
 
Lavoro dignitoso e crescita economica
 
Imprese innovazione infrastrutture
 
Ridurre le disuguaglianze
 
Città e comunità sostenibili
 
Consumo e produzioni responsabili
 
Lotta contro il cambiamento climatico
 
Vita sott'acqua
 
Vita sulla terra
 
Pace, giustizia e istituzioni solide
 
Partnership per gli obiettivi
 
Bologna metropolitana carbon neutral - 2040 - 2050
 
 
 

I PROGETTI PILOTA

 

NOTIZIE