Irma Bandiera, nome di battaglia "Mimma", nasce a Bologna l'8 aprile 1915 da una famiglia benestante. Molto presto entra nel movimento di Resistenza. Nell'agosto del 1944 il Movimento di Liberazione nella zona della bassa bolognese era particolarmente attivo. Il 5 agosto i partigiani uccisero un ufficiale tedesco e un comandante delle brigate nere. Alla mezzanotte del 6 agosto a Funo cominciò una tremenda rappresaglia e la sera del 7 agosto anche Irma, che si trovava a casa di uno zio, fu arrestata. Portata a Bologna fu torturata a lungo, ma la ragazza dal corpo minuto e fragile, resistette e non fece mai i nomi dei suoi compagni.
La mattina del 14 agosto il suo corpo sfigurato fu gettato per spregio e monito sotto la casa dei suoi genitori, a poche centinaia di metri dalle scuole elementari Bombicci, nella strada che ora porta il suo nome.
A lei fu intitolata una brigata SAP (Squadra di azione patriottica) che operava nella periferia nord di Bologna ed un GDD (Gruppo di Difesa della Donna). Riconosciuta partigiana alla fine della guerra fu decorata di Medaglia d'Oro al Valor Militare, insieme ad altre 18 partigiane in Italia. E' sepolta nel Monumento Ossario ai Caduti Partigiani della Certosa di Bologna ed è ricordata nel Sacrario di Piazza Nettuno e nel Monumento alle Cadute partigiane a Villa Spada. A Bologna una lapide onora il sacrificio della giovane partigiana nella via a lei dedicata. Anche i comuni di Argelato, Castel Maggiore, San Giorgio di Piano, Malalbergo e Molinella le hanno intestata una strada.
Il 24 aprile 2017 sulla facciata delle scuole Bombicci in via Turati, le stesse dove studiarono, prima delle Leggi Razziali, i due figli di Arpad Weisz, è stato inaugurato un murale, realizzato dalle associazioni Cheap e Orticanoodles. A fianco del volto di Irma campeggiano, in bianco, le parole di Sandro Pertini: “La coerenza è comportarsi come si è, e non come si è deciso di essere”.
Fonti: Storia e memoria di Bologna - Irma Bandiera
Biblioteca Sala Borsa - Un murale per Irma Bandiera (Mimma)