Incentivi, contributi e agevolazioni per le imprese

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DA DESTINARE ALL'ATTIVITÀ DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE

(art. 2 D.L. 18 dicembre 2020, n. 172)

650 milioni di euro di aiuti (455 milioni per il 2020 e 190 milioni per il 2021) alle attività dei servizi di ristorazione. Le imprese dovranno avere partita IVA attiva alla data del 19 dicembre 2020, con esclusione di quanti hanno aperto la partita IVA dal 1° dicembre 2020. Beneficiarie sono le attività del gruppo ATECO 56, e nello specifico i codici:

  • 561011 - Ristorazione con somministrazione
  • 561012 - Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
  • 561020 - Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto
  • 561030 - Gelaterie e pasticcerie
  • 561041 - Gelaterie e pasticcerie ambulanti
  • 561042 - Ristorazione ambulante
  • 561050 - Ristorazione su treni e navi
  • 562100 - Catering per eventi, banqueting
  • 562910 - Mense
  • 562920 - Catering continuativo su base contrattuale
  • 563000 - Bar e altri esercizi simili senza cucina


A queste attività verrà corrisposto un contributo a fondo perduto in misura pari al 100% (con un massimo di 150.000 euro) di quanto già percepito in passato con il Decreto Rilancio (D.L. 34/2020). Il contributo spetta a chi lo ha già ottenuto - e non restituito - in base allo stesso decreto. L’accredito sarà automatico - gli interessati non devono presentare domanda - e stanziato dall’Agenzia delle Entrate.

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

(art. 1 D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 1 e 2 D.L. 9 novembre 2020, n. 149, art. 1 D.L. 23 novembre 2020, n. 154, art. 6 D.L. 30 novembre 2020, n. 157)

ART. 1 D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 ("Ristori") - CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER LE ATTIVITÀ INTERESSATE DALLE MISURE RESTRITTIVE INTRODOTTE CON IL DPCM 24 OTTOBRE 2020
L’art. 1 D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 stanzia contributi a fondo perduto per sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il DPCM 24 ottobre 2020.
I contributi sono riconosciuti a soggetti che, alla data del 5 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 al Decreto.
Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.
Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato di cui in precedenza ai soggetti elencati nell’Allegato 1 che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019.
Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 - convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77 - e che non lo abbiamo restituito, il contributo viene corrisposto dall’Agenzia delle entrate con accredito diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il contributo di cui sopra, senza necessità di fare richiesta.
I soggetti che invece non hanno presentato domanda di contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 devono richiedere il contributo di cui al D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 mediante procedura web e modello approvati con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020.
Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020. Non possono inoltre fare richiesta i soggetti la cui partita IVA risulti cessata alla data di presentazione della domanda.


ART. 1 D.L. 9 novembre 2020, n. 149 (“Ristori bis”) - RIDETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DI CUI ALL’ART. 1 D.L. 28 OTTOBRE 2020, n. 137 E NUOVO CONTRIBUTO A FAVORE DEGLI OPERATORI DEI CENTRI COMMERCIALI
Con il D.L. 9 novembre 2020, n. 149 viene estesa la platea delle attività che hanno diritto al contributo a fondo perduto. I codici ATECO interessati sono elencati nell’Allegato 1 al Decreto, che comprende, tra le altre, la ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, la gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone, le attività delle lavanderie industriali, traduzione e interpretariato, musei, bus turistici.
L’art. 1 sancisce che il contributo è aumentato del 50% per

  • codice ATECO 561030: gelaterie e pasticcerie
  • codice ATECO 561041: gelaterie e pasticcerie ambulanti
  • codice ATECO 563000: bar e altri esercizi simili senza cucina
  • codice ATECO 551000: alberghi


a patto che queste attività abbiano domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone rosse e arancioni).

Con il comma 4 dell’art. 1 del D.L. 9 novembre 2020, n. 149 il contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 è inoltre riconosciuto per l’anno 2021:

  • agli operatori che hanno sede operativa nei centri commerciali
  • agli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande


interessati dalle nuove misure restrittive del DPCM 3 novembre 2020.

Il contributo:

  • sarà determinato entro il 30% del contributo a fondo perduto di cui all’art. 1 del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che rientrano nell’Allegato 1;
  • spetta alle condizioni stabilite ai commi 3 e 4 dell’art. 1 del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 e sarà determinato entro il 30% del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell'istanza trasmessa e dei criteri stabiliti dai commi 4, 5 e 6 dell'art. 25 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto “Rilancio”) per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO che non rientrano nell’Allegato 1.


I contributi verranno erogati dall’Agenzia delle entrate.


ART. 2 D.L. 9 novembre 2020, n. 149 (“Ristori bis”) - CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO DA DESTINARE AGLI OPERATORI IVA DEI SETTORI ECONOMICI INTERESSATI DALLE NUOVE MISURE RESTRITTIVE DEL DPCM 3 NOVEMBRE 2020
L’art. 2 istituisce un indennizzo a fondo perduto per gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il DPCM del 3 novembre 2020.
Il contributo è riconosciuto ai soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e che svolgono, come attività prevalente, una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell'Allegato 2 al Decreto. I soggetti devono avere inoltre domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto.
L’indennizzo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.
L’art. 2 riprende i commi 3 e 4 dell’art. 1 del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 e stabilisce che:

  • il contributo spetta se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 è inferiore ai due terzi di quello realizzato nello stesso mese dell’anno precedente. Chi ha attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019 è comunque ammissibile;
  • per i soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto “Rilancio”) il contributo sarà corrisposto dall'Agenzia delle entrate mediante accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il precedente contributo. Per i soggetti che non avevano percepito il precedente contributo, l’indennizzo sarà riconosciuto previa presentazione di apposita domanda.


L’importo del contributo non potrà essere, per ciascun soggetto ammissibile, superiore a 150.000 euro.


ART. 1 D.L. 23 novembre 2020, n. 154 (“Ristori ter”) - RIFINANZIAMENTO DELLE MISURE DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE COLPITE DALL’EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19
Potenziato il Fondo istituito dal Decreto Ristori bis, con uno stanziamento di nuove risorse pari a 1,45 miliardi di euro e l’erogazione di ristori anche alle attività dei territori passate ad una fascia di rischio più alta sulla base delle ordinanze adottate tra il 10 e il 20 novembre 2020.
Viene inoltre ampliata la platea dei beneficiari dei ristori, con un’integrazione all’Allegato 2 al D.L. 9 novembre 2020, n. 149 (“Ristori bis”): ammesso il codice 477210, Commercio al dettaglio di calzature e accessori, a condizione che l’attività operi in zona c.d. rossa.

 

ART. 6 D.L. 30 novembre 2020, n. 157 (“Ristori quater”) - ESTENSIONE DELL’APPLICAZIONE DELL’ART. 1 DEL DECRETO-LEGGE N. 137 DEL 2020 AD ULTERIORI ATTIVITÀ ECONOMICHE

Ammessi ai ristori agenti di commercio, mediatori e procacciatori di affari che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e abbiano dichiarato di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO 46.12.01, 46.14.03, 46.15.01, 46.15.03, 46.15.05, 46.15.06, 46.15.07, 46.16.01, 46.16.02, 46.16.03, 46.16.04, 46.16.05, 46.16.06, 46.16.07, 46.16.08, 46.16.09, 46.17.01, 46.17.02, 46.17.03, 46.17.04, 46.17.05, 46.17.06, 46.17.07, 46.17.08, 46.17.09, 46.18.22, 46.18.92, 46.18.93, 46.18.96, 46.18.97, 46.19.01, 46.19.02, 46.19.03.

CONTRIBUTI PER PRODOTTI DI QUARTA GAMMA

(art. 22 D.L. 9 novembre 2020, n. 149)

Per fronteggiare la crisi di mercato dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma e della “prima gamma evoluta” (freschi, confezionati, non lavati e pronti per il consumo) viene istituito un contributo a favore delle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli riconosciute e loro associazioni. L’indennizzo viene concesso per la raccolta prima della maturazione o la mancata raccolta dei prodotti ortofrutticoli destinati alla quarta gamma ed alla prima gamma evoluta.

Il contributo è pari alla differenza tra l’ammontare del fatturato del periodo da marzo a luglio 2019 e l’ammontare del fatturato dello stesso periodo dell’anno 2020. I criteri e le modalità di erogazione saranno definiti con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf).

MISURE DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE APPARTENENTI ALLE FILIERE AGRICOLE, DELLA PESCA E DELL'ACQUACOLTURA

(art. 7 D.L. 28 ottobre 2020, n. 137)

Il Decreto Ristori riconosce, nel limite complessivo di 100 milioni di euro per l’anno 2020, contributi a fondo perduto per le imprese che operano nelle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. La platea dei beneficiari e i criteri per usufruire dei benefici verranno stabilite con decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf). La misura attuativa verrà invece stabilita dall’Agenzia delle entrate.

FONDO PER IL SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI E SOCIETÀ SPORTIVE DILETTANTISTICHE

(art. 3 D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 29 D.L. 9 novembre 2020, n. 149)

Viene istituito il Fondo per il sostegno delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e delle Società Sportive Dilettantistiche, con una dotazione di 50 milioni di euro per l'anno 2020. Il Fondo è destinato all'adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività a seguito dei provvedimenti di sospensione delle attività sportive. I criteri di ripartizione delle risorse verranno stabiliti con provvedimento del Capo del Dipartimento per lo Sport.

Le risorse destinate al Fondo vengono aumentate con l’art. 29 del D.L. 9 novembre 2020, n. 149.

FONDO PER LA FILIERA DELLA RISTORAZIONE

(art. 58 D.L. 14 agosto 2020, n. 104, art. 21 D.L. 30 novembre 2020, n. 157)

Per sostenere la ripresa e la continuità dell'attività degli esercizi di ristorazione ed evitare gli sprechi alimentari, è stato istituito un fondo presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) con una dotazione pari a 600 milioni di euro per l'anno 2020.

Il fondo è finalizzato all'erogazione di un contributo a fondo perduto, compreso tra un minimo di 1.000 euro e un massimo di 10.000 euro, alle imprese in attività con codice ATECO prevalente 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 56.29.10 (mense) e 56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale), per l'acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio. Il contributo spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019. Il contributo spetta ai soggetti che hanno avviato l'attività a decorrere dal 1° gennaio 2019.

L’art. 21 del D.L. 30 novembre 2020, n. 157 (Decreto Ristori quater) chiarisce che gli agriturismi (codice Ateco 56.10.12) possono accedere ai contributi anche se svolgono l’attività di ristorazione solo in via secondaria ed accessoria rispetto alla prevalente attività agricola.

Il Ristori quater, inoltre, estende la platea di beneficiari includendo il codice ATECO 55.20.52 (Attività di alloggio connesse alle aziende agricole) e degli ittiturismi, specificando che questi ultimi, ai fini della procedura, dovranno indicare il codice ATECO 56.10.12.

 
CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER ATTIVITA' ECONOMICHE E COMMERCIALI NEI CENTRI STORICI

(art. 59 D.L. 14 agosto 2020, n. 104)

E' riconosciuto un contributo a fondo perduto ai soggetti esercenti attivita' di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana che, in base all'ultima rilevazione resa disponibile da parte delle amministrazioni pubbliche competenti per la raccolta e l'elaborazione di dati statistici, abbiano registrato presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri:

a) per i comuni capoluogo di provincia, in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni;

b) per i comuni capoluogo di città metropolitana, in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni.

Il contributo spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020, degli esercizi sopracitati sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019.

L'ammontare del contributo e' determinato applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 e l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del corrispondente mese del 2019, nelle seguenti misure:

  1. 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto;
  2. 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto;
  3. 5% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.


L'ammontare del contributo a fondo perduto e’ riconosciuto, comunque, ai soggetti sopracitati, non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Detti importi minimi sono altresi' riconosciuti ai soggetti che hanno iniziato l'attivita' a partire dal 1° luglio 2019. In ogni caso, l'ammontare del contributo a fondo perduto non puo' essere superiore a 150.000 euro.

Il contributo di cui al presente articolo non e' cumulabile con il contributo di cui all'articolo 58 per le imprese della ristorazione ivi indicate, le quali possono presentare richiesta per uno solo dei due contributi.

 
CONTRIBUTI PER I SETTORI RICREATIVO E DELL'INTRATTENIMENTO

(art. 25-bis L. di conversione 17 luglio 2020, n. 77)
Al fine di mitigare la crisi economica derivante dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, alle imprese operanti nei settori ricreativo e dell’intrattenimento, nonché dell’organizzazione di feste e cerimonie, sono erogati contributi a fondo perduto nel limite di spesa complessivo di 5 milioni di euro per l’anno 2020.

Con un successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione di questa misura che privilegerà le imprese che presentano una riduzione del proprio fatturato su base mensile pari almeno al 50 per cento rispetto a quello del 2019.

FONDO CENTRALE DI GARANZIA PER LE PMI

(art.13 D.L. 8 aprile 2020, n. 23 - che sostituisce l’art. 49 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18 - convertito in Legge 5 giugno 2020, n. 40, art 13. Lettera m)

Il D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (Decreto “Liquidità”) ha potenziato il Fondo di garanzia per fare fronte alle esigenze immediate di liquidità delle imprese e dei professionisti che stanno affrontando le conseguenze dell’epidemia da COVID-19. Le procedure di accesso sono state semplificate, le coperture della garanzia incrementate e la platea dei beneficiari ampliata.
Con la conversione in legge del Dl Liquidità, l’importo sale da 25mila a 30mila euro, la durata massima si allunga da 6 a 10 anni e vengono modificati i parametri che determinano l’importo massimo garantibile.

La conversione in legge del Dl Liquidità ha anche introdotto una maggiore semplificazione delle procedure, è adesso prevista la presentazione di un'autocertificazione "rafforzata" (relativa ai dati aziendali dichiarati, alla lealtà fiscale ed al rispetto delle norme antimafia) che sposta a carico del richiedente la responsabilità della veridicità delle informazioni ed esonera gli istituti di credito dall’esame del merito di credito del richiedente (dovranno comunque essere assolti gli obblighi imposti dalla normativa antiriciclaggio).

Le principali novità introdotte dal Decreto "Liquidità" sono:

  • su piccoli prestiti fino a 25.000 euro (aumentati con emendamento al Decreto da parte della Commissione Finanze e Attività produttive della Camera a 30.000 euro) per professionisti e PMI, l'intervento del Fondo copre il 100% del finanziamento senza che venga effettuata, ai fini della concessione della garanzia, la valutazione del merito di credito. La garanzia è concessa automaticamente e il prestito può essere erogato dalla banca senza attendere la risposta del Fondo;
  • l’approvazione delle domande senza valutazione del merito di credito ai fini della concessione della garanzia riguarda tutti i soggetti ammissibili, le imprese fino a 499 dipendenti e tutte le operazioni finanziarie;
  • la garanzia copre tutti i finanziamenti al 90% per cento fino a un importo massimo di 5 milioni di euro per singolo beneficiario . L’importo massimo può essere raggiunto anche sommando più domande di ammontare inferiore. Per importi fino a 800.000 euro, si può aggiungere la garanzia di un confidi, fino a coprire 100% del finanziamento;
  • la garanzia può essere rilasciata anche su operazioni già erogate. Questa possibilità vale però solo se l’erogazione è stata effettuata non più di 3 mesi prima della richiesta al Fondo e, comunque, non prima del 31 gennaio 2020.


Imprese e professionisti che vogliono ottenere la garanzia del Fondo devono rivolgersi a banche e confidi che effettueranno la domanda. La modulistica è disponibile sul sito del Fondo di Garanzia

 
MISURE TEMPORANEE PER IL SOSTEGNO ALLA LIQUIDITÀ DELLE IMPRESE

(art. 1 D.L. 8 aprile 2020, n. 23)

SACE Spa, società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, concede fino al 31 dicembre 2020 garanzie in favore di banche, intermediari finanziari e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito e che, a cascata, garantiscono le imprese. Gli impegni assunti da SACE non superano i 200 miliardi di euro. Per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da SACE sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia (plafond di 2,5 milioni di euro a impresa). Per tutte le imprese, le garanzie sono rilasciate a determinate condizioni:

  • le garanzie sono rilasciate entro l’anno 2020 a fronte di finanziamenti non superiori a 6 anni;
  • al 31 dicembre 2019 l’impresa beneficiaria non doveva essere dichiarata in difficoltà;
  • l’importo assistito di garanzia non è superiore al 25% del fatturato 2019 e al doppio dei costi del personale;
  • la garanzia copre il 90% per le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro - prevista per queste imprese una procedura di accesso ulteriormente semplificata; l’80% per le imprese con più di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato tra 1,5 e 5 miliardi di euro; la garanzia copre il 70% per le imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi di euro. Per queste ultime due tipologie con decreto del Ministro dell’economia e della finanze possono essere disciplinate ulteriori modalità attuative e operative;
  • previste delle commissioni per il rilascio delle garanzie, pari però solo ai costi organizzativi (es: bolli);
  • la garanzia copre nuovi finanziamenti concessi all’impresa successivamente all’entrata in vigore del Decreto;
  • l’impresa che beneficia della garanzia non può approvare la distribuzione dei dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020;
  • l’impresa che beneficia della garanzia si impegna a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali;
  • il finanziamento coperto da garanzia deve essere destinato a sostenere solamente alcuni costi (es: costi di personale).
 
SUPPORTO ALLA LIQUIDITÀ DELLE IMPRESE COLPITE DALL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA MEDIANTE MECCANISMI DI GARANZIA

(art. 57 D.L. 18/2020 convertito in L. 27/2020)

La misura, che sarà resa operativa attraverso apposito Decreto Ministeriale attuativo, prevede un supporto da parte di Cassa Depositi e Prestiti per la liquidità delle imprese. Le banche verranno messe nelle condizioni di erogare più agevolmente finanziamenti alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa dell’emergenza epidemiologica.


Liquidità Mid e Large Corporate

Dal 2 aprile 2020, in attesa del Decreto attuativo e con un apposito comunicato stampa, Cassa Depositi e Prestiti ha reso immediatamente disponibili 2 miliardi di euro a supporto delle imprese di media e grande dimensione colpite all’emergenza Covid-19 che hanno necessità temporanee di liquidità, supporto al capitale circolante, sostegno agli investimenti previsti dai piani di sviluppo delle aziende.
L’erogazione dei fondi potrà avvenire anche in pool con altre Istituzioni finanziarie, mediante finanziamenti con quota di CdP di importo compreso tra 5 e 50 milioni di euro e durata fino a 18 mesi. Potranno richiedere questo tipo di operatività le imprese caratterizzate dai seguenti requisiti:

  • fatturato annuo maggiore di 50 milioni di euro;
  • presenza di un danno da emergenza COVID-19, dimostrabile, pari almeno ad una riduzione del fatturato del 10% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.


Le esigenze di liquidità supportate dal finanziamento potranno essere funzionali a:

  • investimenti finalizzati a ricerca, sviluppo, innovazione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, promozione del turismo, ambiente, efficientamento energetico, promozione dello sviluppo sostenibile, green economy;
  • iniziative per la crescita, anche per aggregazione, delle imprese, in Italia e all’estero
  • realizzazione di opere, impianti, reti e dotazioni, destinati a iniziative di pubblica utilità.


L’impresa rimborsa il finanziamento in unica soluzione alla scadenza, con il pagamento semestrale posticipato degli interessi.
Questa misura è particolarmente importante poiché si rivolge al quella categoria di imprese che eccedono le dimensioni di PMI previsti dalla normativa europea e che quindi risultano escluse dagli importanti provvedimenti del decreto in materia di moratoria sui finanziamenti (art. 56 D.L. 18/2020 convertito in L. 27/2020) e fruibilità delle garanzie rilasciate dal fondo centrale per le PMI (art. 49 D.L. 18/2020 convertito in L. 27/2020).


Garanzie Finanziarie di breve termine

Casse Depositi e Prestiti rilascia garanzie fino al 50% al sistema bancario per agevolare l’erogazione di nuovi finanziamenti di breve termine finalizzati al finanziamento del circolante (ad esempio per necessità di materie prime, scorte di magazzino, semilavorati ma non solo) legato ad operatività con l’estero per sostenere le aziende in questa congiuntura e permettere loro di far fronte allo shock della filiera produttiva nazionale e internazionale e a momentanei ritardi nei flussi di incasso delle commesse in essere. La garanzia rilasciata facilita l’accesso al credito e non intacca, per la parte garantita, gli affidamenti in essere dell’impresa presso il sistema bancario.La linea di credito a supporto del circolante potrà avere una durata massima di 18 mesi e non prevede vincoli sull’importo del finanziamento.

Questa misura straordinaria è riservata a PMI e Medie Imprese (fino a 500 milioni di euro di fatturato) che operano in qualsiasi settore colpite dall’emergenza epidemiologica da Coronavirus con fatturato export e portafoglio ordini estero attivo.

 
GARANZIA SACE IN FAVORE DELLE ASSICURAZIONI SUI CREDITI COMMERCIALI

(art. 35 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Stanziamento di assicurazione dei crediti commerciali a breve termine in favore delle imprese e garantite dalle compagnie di assicurazioni, che potranno accedere allo strumento di garanzia previsto a beneficio di chi ha contratto la polizza credito (il fornitore) e dei relativi clienti (le imprese della filiera debitrici).

 
FONDO PER LA SALVAGUARDIA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI E LA PROSECUZIONE DELL'ATTIVITÀ D'IMPRESA

(art. 43 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)

Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico e' istituito il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività d'impresa, con una dotazione di 100 milioni di euro per l'anno 2020. Il fondo è finalizzato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale e società di capitali con almeno 250 dipendenti che si trovano in uno stato di difficoltà economico-finanziaria. Le imprese che versano in tali condizioni, qualora intendano avvalersi del Fondo, devono notificare al Ministero dello sviluppo economico le informazioni relative:

  • alle azioni che intendono porre in essere per ridurre gli impatti occupazionali, ad esempio attraverso incentivi all'uscita, prepensionamenti, riallocazione di addetti all'interno dell'impresa o del gruppo di appartenenza dell'impresa;
  • alle imprese che abbiano già manifestato interesse all'acquisizione della società o alla prosecuzione dell'attività d'impresa ovvero le azioni che intendono porre in essere per trovare un possibile acquirente, anche straniero;
  • all’opportunità per i dipendenti di presentare una proposta di acquisto ed ogni altra possibilità di recupero degli asset da parte degli stessi.
 
CONTRATTO DI RETE CON CAUSALE DI SOLIDARIETA'

(art. 43-bis L. di conversione 17 luglio 2020, n. 77)
Per l’anno 2020, il contratto di rete può essere stipulato per favorire il mantenimento dei livelli di occupazione delle imprese di filiere colpite da crisi economiche in seguito a situazioni di crisi o stati di emergenza dichiarati con provvedimento delle autorità competenti. Rientrano tra le finalità perseguibili l’impiego di lavoratori delle imprese partecipanti alla rete che sono a rischio di perdita del posto di lavoro, l’inserimento di persone che hanno perso il posto di lavoro per chiusura di attività o per crisi di impresa, nonché l’assunzione di figure professionali necessarie a rilanciare le attività produttive nella fase di uscita dalla crisi. Ai predetti fini le imprese fanno ricorso agli istituti del distacco e della codatorialità, ai sensi dell’articolo 30, comma 4-ter, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, per lo svolgimento di prestazioni lavorative presso le aziende partecipanti alla rete.

Con successivo decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, sono definite le modalità operative per procedere alle comunicazioni da parte dell’impresa referente individuata dal contratto di rete necessarie a dare attuazione alla codatorialità. Il contratto di rete deve essere sottoscritto, con l’assistenza di organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro rappresentative a livello nazionale presenti nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro ai sensi della legge 30 dicembre 1986, n. 936, che siano espressione di interessi generali di una pluralità di categorie e di territori.

RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE DELLE IMPRESE DI MEDIA DIMENSIONE

(art. 26 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)

Alle imprese di media dimensione, nella forma di SpA, Srl - anche in forma semplificata, imprese in accomandita per azioni, società cooperative con sede legale in Italia e con ricavi tra i 5 e i 50 milioni di euro (e meno di 250 dipendenti) e che a marzo e aprile hanno subito una riduzione dei ricavi del 33% a causa della pandemia previsto un credito d’imposta del 20% per quelle società che effettuano un aumento di capitale di almeno 250mila euro e che si impegnano a non distribuire le riserve fino al 1° gennaio 2024.

Aggiornamento in seguito a pubblicazione Legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77

I benefici di cui si applicano anche alle aziende in concordato preventivo di continuità con omologa già emessa che si trovano in situazione di regolarità contributiva e fiscale all’interno di piani di rientro e rateizzazione già esistenti alla data di entrata in vigore del decreto.

 
FONDO PER LA PREVENZIONE DEL FENOMENO DELL'USURA

(art. 26-bis L. di conversione 17 luglio 2020, n. 77)
Per l’esercizio finanziario 2020, al Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura, sono destinati 10 milioni di euro per interventi a favore di soggetti esposti al rischio di usura.

PATRIMONIO DESTINATO

(art. 27 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)
Per le SpA con sede in Italia e con un fatturato superiore a 50 milioni di euro, Cassa depositi e prestiti (Cdp) costituirà un Patrimonio Destinato ("Patrimonio Rilancio"), attraverso il quale Cdp può effettuare ogni forma di investimento - purché temporaneo, inclusi, in via preferenziale:

  • la sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili;
  • la partecipazione ad aumenti di capitale;
  • l’acquisto di azioni quotate sul mercato secondario in caso di operazioni strategiche.
 
SOSTEGNO ALLE IMPRESE ESPORTATRICI

Misure per l’internazionalizzazione del sistema paese (art. 72 D.L. 18/2020 convertito in L. 27/2020), misure per le esportazioni e l’internazionalizzazione (art. 48 D.L. 19 maggio 2020, n. 34), sospensione dei termini di rimborso per il fondo 394/81 (art. 58 D.L. 18/2020 convertito in L. 27/2020), incremento del Fondo Simest. Ulteriore supporto all’internazionalizzazione e all’esportazione con il D.L. 8 aprile 2020, n. 23, l’art. 48 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, l’art. 6 D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 e l’art. 13 del D.L. 30 novembre 2020, n. 157.

Viene istituito il "Fondo per la promozione integrata" per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese in paesi fuori dall’Unione Europea. Il Fondo prevede vari interventi, tra cui un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili; per i finanziamenti concessi da Simest, è prevista la possibilità di richiedere una sospensione fino a 12 mesi del pagamento in scadenza nel corso del 2020.

In aggiunta, a sostegno delle imprese esportatrici, è stato annunciato un incremento del Fondo SIMEST di 350 milioni di euro per il 2020, finalizzato a sostenere programmi di penetrazione commerciale all’estero mediante la concessione di finanziamenti a tasso agevolato ad imprese.

L’art. 2 del D.L. 8 aprile 2020, n. 23 prevede un ulteriore supporto all’esportazione e all’internazionalizzazione delle imprese italiane. Viene istituito un Comitato per il sostegno finanziario pubblico all’esportazione. Il 90% degli impegni assunti da SACE Spa nel periodo tra il 9 aprile e il 31 dicembre 2020 può essere riassicurato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

L’art. 48 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, inoltre, introduce diverse novità, con un notevole ampliamento delle risorse a disposizione, mentre l’art. 6 del D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, oltre a incrementare ulteriormente le risorse, sostiene le imprese aventi come attività prevalente l'organizzazione di eventi fieristici di rilievo internazionale. Infine, l’art. 13 del D.L. 30 novembre 2020, n. 157 aumenta di 500 milioni, per l’anno 2020, la disponibilità del fondo rotativo per la concessione di finanziamenti a tasso agevolato alle imprese esportatrici. 

 
MISURE DI SOSTEGNO ALL'INDUSTRIA DEL TESSILE, DELLA MODA E DEGLI ACCESSORI

(artt. 38-bis L. di conversione 17 luglio 2020, n. 77)
Al fine di sostenere l’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale, con particolare riguardo alle start-up che investono nel design e nella creazione, nonché allo scopo di promuovere i giovani talenti del settore del tessile, della moda e degli accessori che valorizzano prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo, è prevista l’erogazione di contributi a fondo perduto riconosciuti nella misura massima del 50% delle spese ammissibili, nel limite di 5 milioni di euro per l’anno 2020.

Pubblicato l’8 febbraio 2021 il Decreto che stabilisce le modalità presentazione delle domande di erogazione dei contributi, i criteri per la selezione delle stesse, le spese ammissibili, le modalità di erogazione dei contributi, le modalità di verifica, di controllo e di rendicontazione delle spese.

  • Beneficiare sono le startup e le piccole imprese operanti nell'industria del tessile, della moda e degli accessori, giovani talenti del settore del tessile, della moda e degli accessori che valorizzano prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.
  • Le imprese devono svolgere come prevalente almeno una delle attività riportate > nell'elenco dei codici ATECO ammessi e devono non essere quotate, non aver rilevato l’attività di un’altra impresa, non essere state costituite a seguito di fusione.
  • La misura prevede contributi a fondo perduto riconosciuti nella misura massima del 50% delle spese ammissibili in favore di progetti presentati da piccole imprese di nuova o recente costituzione che realizzano progetti innovativi e tecnologici. I fondi disponibili ammontano a 5 milioni di euro. Per accedere alle agevolazioni, le imprese devono presentare progetti di investimento appartenenti alle seguenti tipologie: progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design; progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo; progetti finalizzati alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi; progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili; progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.
  • I progetti devono inoltre avere le seguenti caratteristiche: essere realizzati dai soggetti beneficiari presso la propria sede operativa ubicata in Italia; prevedere spese ammissibili per un valore complessivo compreso tra 50.000 euro e 200.000 euro; essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione; essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.
  • Spese ammissibili: acquisto di macchinari, impianti e attrezzature, spese di installazione; brevetti, programmi informatici e licenze software; formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto; capitale circolante, nel limite del 20% delle spese elencate, sopra utilizzato per le seguenti spese: materie prime (compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione), sussidiarie, materiali di consumo e merci; servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa; godimento di beni di terzi; personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.
  • Modalità e termini per la partecipazione al bando verranno comunicati a breve sul sito del Ministero dello Sviluppo economico. Le domande andranno presentate in via telematica e saranno valutate sulla base di una procedura valutativa a sportello.
MISURE PER L'AGRICOLTURA, LA PESCA E L'ACQUACOLTURA

(TITOLO VIII, Capo VI D.L. 19 maggio 2020, n. 34)

Il Decreto "Rilancio" istituisce due fondi emergenziali a tutela del settore:

  • Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi, con una dotazione di 500 milioni di euro per l'anno 2020, finalizzato all'attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura. I criteri e le modalità di attuazione verranno resi noti con apposito provvedimento del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali entro 20 giorni dall'entrata in vigore del Decreto “Rilancio”;
  • Fondo emergenza alimentare che, per assicurare la distribuzione delle derrate alimentari necessarie a seguito dalla diffusione del virus Covid-19, verrà incrementato di 250 milioni di euro per l'anno 2020.


Inoltre:

  • stanziati per il settore vitivinicolo 100 milioni di euro per l'anno 2020, da destinare alle imprese viticole che si impegnano alla riduzione volontaria della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine ed a indicazione geografica attraverso la pratica della vendemmia verde parziale da realizzare nella corrente campagna. La riduzione di produzione di uve destinate alla vinificazione non potrà essere inferiore al 15% rispetto al valore medio delle quantità prodotte negli ultimi 5 anni. I criteri e le modalità di attuazione verranno resi noti con apposito provvedimento del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali entro 30 giorni dall'entrata in vigore del Decreto "Rilancio";
  • per il settore zootecnico, si prevede la compensazione parziale delle spese di stoccaggio e di stagionatura dei prodotti destinati ad essere immessi in commercio mesi dopo la loro fabbricazione;
  • l’anticipo del sostegno previsto della PAC viene aumentata dal dal 50% (già nel Decreto "Cura Italia") al 70%.
 
RAFFORZAMENTO DELL'ECOSISTEMA DELLE START-UP INNOVATIVE

(art. 38 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)

Per il rafforzamento, sull'intero territorio nazionale, degli interventi in favore delle start-up innovative, sono destinate risorse aggiuntive pari a euro 100 milioni per l'anno 2020, destinate al rifinanziamento delle agevolazioni concesse nella forma del finanziamento agevolato. L’articolo specifica anche che il termine di permanenza nella sezione speciale del registro delle imprese delle start-up innovative e' prorogato di 12 mesi.

Le agevolazioni riguarderanno nuove azioni volte a facilitare l'incontro tra le stesse imprese e gli ecosistemi per l'innovazione; in particolare, per l'anno 2020 sono destinati 10 milioni di euro per la concessione alle start up innovative di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto finalizzate all'acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative. Altra agevolazione prevista dal presente articolo riguarda la detrazione del 50% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o piu' start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento che investano prevalentemente in start-up innovative.
L’investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 300.000 e deve essere mantenuto per almeno tre anni.

First playable fund: istituito un fondo finalizzato a sostenere le fasi di concezione e pre-produzione dei videogames, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l'erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50 per cento delle spese ammissibili, e per un importo compreso da 10.000 euro a 200.000 euro per singolo prototipo. Tale Fondo è utilizzabile solamente dalle imprese con codice ATECO 58.2 o 62.

Aggiornamento in seguito a pubblicazione Legge di conversione 17 luglio 2020, n. 77

2-bis. Al fine di promuovere il sistema delle start-up italiane e, più in generale, le potenzialità del settore dell’impresa innovativa nell’affrontare l’emergenza derivante dal COV1D-19 e la fase di rilancio, il decreto di cui al comma 2 destina fino al 5 per cento delle risorse di cui al medesimo comma 2 al finanziamento di iniziative:

a) di comunicazione sul sistema italiano delle start-up, con specifica attenzione alle iniziative avviate al fine di fronteggiare l’emergenza derivante dal COVID-19 e a quelle finanziate con le risorse di cui al comma 2;

b) di promozione e valorizzazione delle attività delle imprese innovative, delle start-up e del sistema di cui al comma 2, anche al fine di promuovere il raccordo tra imprese innovative e imprese tradizionali;

c) di informazioni relative alle iniziative condotte in questo settore in attuazione di quanto stabilito ai sensi del comma 2.

 
FONDO PER IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO E ALTRE MISURE URGENTI PER LA DIFESA ED IL SOSTEGNO DELL'INNOVAZIONE

(art. 42 D.L. 19 maggio 2020, n. 34)

Per di sostenere e accelerare i processi di innovazione, crescita e ripartenza duratura del sistema produttivo nazionale, rafforzando i legami e le sinergie con il sistema della tecnologia e della ricerca applicata,e' istituito un fondo, denominato "Fondo per il trasferimento Tecnologico", con una dotazione di 500 milioni di euro per l'anno 2020, finalizzato alla promozione, di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all'utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up innovative.

 
FONDO PER LA COMPENSAZIONE DEI PAGAMENTI EFFETTUATI CON CARTE DI CREDITO O DI DEBITO

(art. 30-bis L. di conversione 17 luglio 2020, n. 77)

Il Ministero dell’economia e delle finanze ha istituito un fondo, con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2021, per la parziale compensazione, dei costi sostenuti dagli esercenti attività commerciali per le commissioni dovute per il pagamento delle transazioni effettuate con carte di credito o di debito a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto e fino al 31 dicembre 2020.
Il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, disciplinerà l’utilizzo del fondo in relazione al volume di affari degli esercenti in misura proporzionale al volume di affari generato dai pagamenti con carte di credito o di debito. Gli esercenti, tramite le rispettive associazioni di categoria, sottoscriveranno protocolli volontari per definire con equità e trasparenza il costo massimo delle commissioni.


Data ultimo aggiornamento: 25-02-2021