Strage del Salvemini, 30 anni per sempre: memoria, impegno, solidarietà

Le iniziative della commemorazione: un video con le testimonianze degli ex studenti, un sito e il manifesto con i volti delle vittime

 

Per la prima volta in un cortometraggio gli ex studenti del Salvemini tornano a parlare a distanza di 30 anni della strage che li colpì all'istituto tecnico di Casalecchio di Reno. È questa una delle principali iniziative organizzate quest'anno per la commemorazione in ricordo di quel tragico 6 dicembre 1990, quando un'aereo militare in avaria, lasciato senza controllo dal pilota, si schiantò sulla scuola causando la morte di 12 ragazzi e 88 feriti. 

 

Tra il 25 novembre e il 6 dicembre 2020 l'Amministrazione comunale di Casalecchio di Reno, con il patrocinio e il contributo della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Città metropolitana di Bologna, Comuni di Bologna, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia e Zola Predosa, l’associazione Vittime del Salvemini e l’I.T.C.S. Salvemini, promuoveranno appuntamenti di ricordo e riflessione legati alle arti, alle istituzioni, al mondo della scuola.

Nel rispetto delle disposizioni anti-Covid, gli eventi si svolgeranno senza la presenza di pubblico, con la sola partecipazione dei familiari delle vittime e delle autorità e saranno trasmessi online sulle pagine Facebook delle istituzioni coinvolte e sul canale YouTube dedicato “Salvemini 6 dicembre 1990”.

Il programma delle iniziative è stato presentato in conferenza stampa dal preside del Salvemini, Carlo Braga, insieme alla presidente dell'Assemblea legislativa, Emma Petitti, al sindaco di Casalecchio, Massimo Bosso, e al presidente dell'associazione dei familiari delle vittime, Roberto Alutto.

 

Il programma completo

Il clou delle iniziative è previsto nelle giornate del 45 e 6 dicembre 2020.

Venerdì 4 dicembre, alle 18.00, si svolgerà online sulla pagina Facebook del Comune di Casalecchio di Reno e sul canale Youtube dedicato, la Cerimonia solenne delle istituzioni, con i contributi video di Massimo Bosso, sindaco di Casalecchio di Reno, Roberto Alutto, presidente dell’associazione delle Vittime del Salvemini 6 dicembre 1990, Virginio Merola, sindaco della Città metropolitana di Bologna, Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna. Per la prima volta parteciperà anche l’istituzione europea con l’intervento di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo.

Durante la mattinata di sabato 5 dicembre, a partire dalle 9.30, sulla pagina Facebook I.T.C.S. Gaetano Salvemini, saranno protagoniste le attività coordinate dall’Istituto Salvemini che hanno visto studenti e docenti, in collaborazione con artisti come Nicola GobbiEron Virginia Zanetti, realizzare rispettivamente il manifesto “6 dicembre” che verrà donato al Comune di Casalecchio e all’associazione dei Familiari, il murale “Soul of the wall” che campeggerà all’esterno dell’edificio e l’installazione “I pilastri della terra”, opera fotografica monumentale che verrà installata permanentemente all’interno della scuola.

Il dirigente scolastico Carlo Braga presenterà i lavori alle autorità e ai familiari delle vittime, il pubblico potrà seguire l’iniziativa online grazie anche ai video che raccontano ogni progetto. Il video “Party del corpo vol. 2”, secondo capitolo della ricerca su Ovidio. Le metamorfosi, autoprodotto in lockdown dagli studenti dei laboratori teatrali, chiuderà le iniziative della  scuola.

Alle 11.30, presso l’attuale cantiere dove sorgeva l’ex poliambulatorio Ausl di via Garibaldi, è prevista invece la posa della prima pietra della futura piazza che si chiamerà “Ragazze e Ragazzi del Salvemini 1990”, primo luogo loro intitolato a Casalecchio di Reno.

Il pubblico potrà seguire l’iniziativa in diretta Facebook sulla pagina del Comune di Casalecchio di Reno così come potrà vedere online, alle 12.30, la piantumazione di 12 alberi dedicati alle 12 vittime presso il Parco Zanardi, collocato al confine tra Casalecchio di Reno, e quindi idealmente tra tutti i Comuni dell’Unione Reno Lavino Samoggia, e Bologna. Sarà presente l’assessore regionale all’Ambiente Irene Priolo.

Alle 15 la giornata si concluderà con l’intitolazione della rinnovata biblioteca di Zola Predosa alle vittime zolesi della strage Deborah Alutto, Antonella Ferrari e Alessandra Gennari.

Domenica 6 dicembre 1990 è la giornata delle commemorazioni ufficiali in cui, alle 10.30, i familiari delle vittime e le autorità deporranno i fiori nell’Aula della Memoria presso l’attuale Casa della Solidarietà, in via del Fanciullo 6, proprio nell’aula della 2^A che porta sulla parete lo squarcio causato dall’aereo. Diretta Facebook dalla pagina del Comune di Casalecchio di Reno e sul canale YouTube dedicato.

Dalle 14 alle 17, sulla pagina Facebook I.T.C.S. Gaetano Salvemini / Youtube Salvemini 6 dicembre 1990,  "IO SONO IL SALVEMINI", diretta streaming organizzata da studenti e studentesse di ieri e di oggi per dare voce a chi ha contribuito a tenere viva la memoria del 6 Dicembre e per condividere cosa significa, a trent’anni di distanza, dire ancora oggi "io sono il Salvemini". Partecipano cittadini e cittadine, uomini e donne del mondo dello spettacolo, dello sport del giornalismo, delle istituzioni.

Le commemorazioni verranno concluse in serata, alle ore 18, presso la Chiesa di San Giovanni Battista (via Marconi 39, Casalecchio di Reno), con la Santa Messa celebrata dal Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo metropolita di Bologna.

Nella settimana precedente, dal 25 al 29 novembre 2020, ogni Comune dell'Unione Reno Lavino Samoggia, promuoverà un evento collegato a un'arte che verrà trasmesso online sulla pagina Facebook delle istituzioni coinvolte e sul canale YouTube Salvemini 6 dicembre 1990: Casalecchio la performance teatrale "Canto abbagliante e recuperante” curata da Archivio Zeta in collaborazione con ATER Fondazione; Monte San Pietro la mostra fotografica “Il coraggio di vivere” realizzata dalla fotografa Lisa Ropa con i sopravvissuti della strage; Sasso Marconi presenterà la raccolta di poesie “Voci di memoria” in collaborazione con BòBO e con Opificio d’Arte Scenica; Valsamoggia, insieme a Fondazione Rocca dei Bentivoglio, promuoverà il concerto “Racconti di bandoneon” a cura di Carlo Maver, realizzato nell’ambito di Corti Chiese e Cortili Off durante il quale verrà lanciato il premio di composizione “Ragazze e Ragazzi del Salvemini 1990” ideato dal Comune di Casalecchio di Reno. Conclude i contributi dei Comuni Zola Predosa con la performance di danza “1990” a cura del Centro di danza del Maestro Buratto in collaborazione con l’associazione Cantharide.

Il programma è accompagnato da una campagna di comunicazione costituita da manifesti pensati e realizzati per rappresentare i volti delle 12 vittime, che verranno affissi nel comune di Bologna, di Casalecchio di Reno e in tutti i comuni dell’Unione Reno Lavino Samoggia. Insieme ai manifesti, una campagna social di avvicinamento che dal 6 novembre, 30 giorni prima del trentesimo anniversario, racconta i momenti più significativi di questi 30 anni attraverso un post Facebook serale dalla pagina istituzionale del Comune di Casalecchio di Reno, un nuovo sito www.salvemini6dicembre1990.it che raccoglie anche nuovi materiali (i telegrammi, la rassegna stampa dal 6 all’11 dicembre 1990, la pubblicazione sfogliabile realizzata per il 15° anniversario), il canale YouTube dedicato “Salvemini 6 dicembre 1990”, un video-racconto dei primi testimoni del giorno della strage realizzato da un’idea dei sindacati scuola di CGIL, CISL e UIL in collaborazione con il Comune di Casalecchio di Reno.

 

I FATTI DEL 6 DICEMBRE 1990 (dal sito salvemini6dicembre1990.com)

 

È una giornata fredda, ma serena, il 6 dicembre 1990. Tutto appare normale a Casalecchio: il traffico, i negozi affollati, l'attività di tutti i giorni fuori e dentro la scuola. Nella succursale dell'Istituto Salvemini sta per suonare l'intervallo; la 2a A periti aziendali si avvia a concludere la lezione di tedesco quando...

Quando improvvisamente la normalità non esiste più. In un attimo si consuma la più grande strage di adolescenti in tempo di pace.

Un aereo militare, un MB 326, pilotato dall'allora sottotenente Bruno Viviani del III Stormo - 603° Squadrone, centra in pieno il primo dei due piani della succursale del Salvemini provocando una voragine di diversi metri di diametro. L'Istituto è frequentato da circa 200 ragazzi dai 14 ai 18 anni. Cento di loro più i professori rimangono bloccati dalle fiamme al piano più alto e liberati dai Vigili del Fuoco e dai soccorsi arrivati subito, circa sette minuti dopo lo schianto.

Lo scenario è di guerra: scoppi, fuoco, fumo, grida, sirene, affanno, incredulità, disperazione, smarrimento... Il cortile della scuola diventa un tappeto, un tappeto di giovani che, indipendentemente dalla gravità delle ferite, sono resi irriconoscibili dal fumo da cui sono riusciti a fuggire. Dal viso traspaiono occhi smarriti e terrorizzati, tutti faticano a respirare.

In tale scenario fa contrasto la determinazione e la sicurezza dei soccorritori; vigili del fuoco, forze dell'ordine, personale medico e infermieristico e volontari di ogni genere. L'illusione che non vi siano vittime è breve: mentre quattro studenti della classe vengono tratti miracolosamente in salvo, Deborah, Laura, Sara, Laura, Tiziana, Antonella, Alessandra, Dario, Elisabetta, Elena, Carmen ed Alessandra non usciranno più dalla loro aula.

Nei giorni immediatamente successivi, caratterizzati dalla più frenetica emergenza, è per tutti faticoso il recupero di una di una dimensione razionale che, appena possibile, si concretizza in una reazione unanime: MAI PIU'!. Con questo impegno tutta la comunità colpita si stringe attorno ai feriti e alle famiglie delle vittime

Oltre alle 12 giovanissime vittime, il bilancio di quella terribile mattina è di 88 feriti, 82 ragazzi e 6 adulti, alcuni molto gravi. A 72 di loro verrà riconosciuta un'invalidità civile dal 5 all'85%.

Tra i feriti gravi, Carla Foschi, docente di Inglese dell'Istituto. Dopo lunghi mesi di degenza e terapie Carla rifiuterà il riconoscimento della pensione per ritornare a insegnare ma successivi aggravamenti della condizione fisica porteranno al suo decesso il 14 febbraio del 2000.

A lei è intitolata una sala all'interno della Casa della Solidarità "A. Dubcek" che ha preso il posto dell'istituto Salvemini di Via del Fanciullo

 
 
Data di pubblicazione: 18-11-2020
Data ultimo aggiornamento: 20-11-2020
 
 
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