Comunicato stampa

11 ottobre 2010 - "Scuola SpA", i dubbi della Provincia


 
 

Trasmettiamo una dichiarazione degli assessori provinciali all'Istruzione, Giuseppe De Biasi, e ai Lavori pubblici, Maria Bernardetta Chiusoli, in merito all'ipotesi della creazione di una "Scuola Spa".

«L'ipotesi apparsa ieri su alcuni quotidiani che il Governo stia studiando il passaggio degli edifici scolastici di proprietà degli Enti Locali, Comuni e Province, in una costituenda società Scuola Spa, a capitale misto pubblico-privato, ci lascia davvero interdetti.
Sulla carta potrebbe apparire una razionalizzazione economica per quel 40% degli edifici scolastici ad elevato rischio sismico, sui quali si dovrebbe immediatamente intervenire per evitare altri drammi come quello di San Giuliano. Ma, visto che i fondi ad oggi sono stati ridotti in misura drastica, non si capisce per quale virtuosismo di bilancio riapparirebbero con la nascita della nuova società!
E come giustificare gli sforzi compiuti in questi anni per costruire nuove scuole rispondendo all'aumento della popolazione scolastica, cercando di barcamenarsi nei vincoli del Patto di Stabilità, da tanti Comuni - per esempio nella nostra provincia Budrio, San Giovanni in Persiceto, Medicina, Argelato, Zola, giusto per citarne qualcuno - che si vedrebbero scippati della proprietà degli edifici costruiti per poi essere costretti a pagarne, danno e beffa, anche il canone di locazione alla nuova SPA.
Ma il risvolto più negativo si lascia solo intravedere fra le righe della bozza governativa, perché si ipotizza di passare alla costituenda società anche la gestione delle mense, quella del personale ATA e addirittura l'aggiornamento degli insegnanti. Come se l'aggiornamento professionale del corpo docente non necessitasse di una competenza propria e potesse essere trattato alla stregua del patrimonio di edilizia scolastica.
Un segnale evidente di come gli insegnanti siano considerati ormai come arredamento, suppellettili di un sistema-scuola percepito dal Governo solo come un costo da razionalizzare e non come una risorsa strategica del paese».

 
 
 
 
A cura di:
Ufficio stampa
 
 

Data ultimo aggiornamento: 11-10-2010