Comunicato stampa

28 ottobre 2010 - Costruzioni Edili Zucchini


 
 

Prantoni: "Rigidità dell'azienda, nessun accordo sugli esuberi"

"Sono rimasto molto sorpreso dalla rigidità dimostrata dall'azienda e da Ancebologna in questa situazione che, a mio avviso, avrebbe potuto ragionevolmente risolversi con un accordo sindacale". L'assessore alle Attività Produttive Graziano Prantoni commenta così il mancato accordo di ieri pomeriggio al Tavolo di salvaguardia convocato dallo stesso Prantoni per affrontare la situazione della Costruzioni Edili Zucchini SpA di Bologna.


Il Tavolo era stato richiesto qualche giorno fa dalla Fillea Cgil a seguito dell'apertura da parte dell'azienda di una procedura di mobilità in cui sono stati dichiarati 6 esuberi su 28 lavoratori. Le Organizzazioni sindacali hanno chiesto il supporto delle Istituzioni per scongiurare i licenziamenti e cercare un possibile accordo sindacale sull'utilizzo degli ammortizzatori sociali conservativi del posto di lavoro.

La proprietà aziendale, rappresentata da Andrea Zucchini e da Marina Mattei e assistita dal dott. Preziosi e dal dott. Desole di Ancebologna, ha dichiarato che la situazione societaria è solida sia dal punto di vista patrimoniale che industriale e che gli esuberi sono motivati da un riorganizzazione e ottimizzazione del ciclo produttivo e non da un processo di de-industrializzazione.


Tuttavia dichiarano che il ricorso alla cassa integrazione potrebbe compromettere i rapporti con gli stakeholder finanziari e con i clienti della Costruzioni Edili Zucchini. "Pur comprendendo le ragioni dell'azienda - ha proseguito Prantoni - ho suggerito il ricorso agli ammortizzatori sociali conservativi del posto di lavoro perché gli accordi sottoscritti in questi anni al Tavolo di salvaguardia hanno consentito di salvaguardare nel miglior modo possibile i lavoratori consentendo alle aziende di raggiungere i propri obiettivi di ristrutturazione, di sviluppo e di consolidamento sul territorio della provincia di Bologna. Questi atteggiamenti così rigidi rischiano di minare profondamente le corrette relazioni sociali. Il senso di responsabilità sociale e la disponibilità trovata in questi mesi da parte delle imprese, non l'ho ritrovata ieri a questo tavolo."

 
 
 
 
A cura di:
Ufficio stampa
 
 

Data ultimo aggiornamento: 28-10-2010