Codice di comportamento della Città metropolitana di Bologna

La Città metropolitana di Bologna con atto sindacale n. 19/2019 ha adottato il proprio Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPCT) secondo le prescrizioni della Legge n.190 del 6 novembre 2012"Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" ed il nuovo Codice di Comportamento dell'Ente  predisposto dal Responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza sulla base del parere favorevole del Nucleo di Valutazione.

 

Con Avviso pubblico del RPCT (Pg. n. 62535/2018 in data 14/11/2018) è stata altresì avviata una procedura aperta con la quale i cittadini, le associazioni o altre forme di organizzazioni portatrici di interessi collettivi sono stati informati della possibilità di presentare proposte o suggerimenti di modifica al codice di comportamento dell'Ente, evidenziando altresì in apposito allegato gli aspetti oggetto di aggiornamenti. Con e-mail del RPCT in data 19/11/2018 è stata, inoltre, data la medesima informazione ai dirigenti dell'Ente, invitandoli a formulare proposte/osservazioni di modifica ed integrazione.

 

Il nuovo Codice di comportamento individua i destinatari e individua, tra le altre, le seguenti finalità:

  • presidiare e prevenire maggiormente i rischi di eventi corruttivi;
  • migliorare ed innovare i processi decisionali ed orientare le migliori modalità comportamentali di svolgimento delle prestazioni lavorative; 
  • prevenire e contrastare fenomeni di discriminazione e mobbing o altri fenomeni, comunque denominati, che possono comportare un’alterazione dell'integrità psico-fisica e professionale del lavoratore;
  • assicurare la tutela del personale che segnala casi di mobbing o episodi di discriminazione o molestie da qualsiasi ritorsione diretta o indiretta; 
  • assicurare la parità di trattamento tra gli altri utenti che hanno rapporti con l'Amministrazione, senza distinzione in base al sesso, all'età, alla lingua, alla razza, all'origine etnica, alle caratteristiche genetiche, alle condizioni di salute, alla disabilità, alla provenienza geografica, alla nazionalità, alla fede religiosa o al credo, all'appartenenza ad una minoranza nazionale, alle condizioni sociali o di salute e familiari, all’appartenenza politica o sindacale, all'orientamento sessuale o su altri diversi fattori.