Comunicato stampa

17 gennaio 2005 - Operazione antibracconaggio nel Parco regionale Due Laghi


 
 
Continua l'impegno della Polizia Provinciale di Bologna nell'attività di vigilanza e controllo del territorio, con particolare attenzione alla repressione del noto fenomeno del bracconaggio, a danno della fauna selvatica. Se da un lato il progressivo espandersi degli ungulati, in Appennino, ha causato tensioni nei rapporti con l'ambiente agro-silvo-pastorale circostante, dall'altro non si può giustificare il continuo trasgredire le norme in vigore per l'abbattimento degli esemplari cacciabili.
Nei giorni scorsi gli agenti della Polizia Provinciale di Bologna hanno effettuato un'operazione all'interno dell'Oasi di Protezione "Abetina-Coroncina" (in parte ricadente nel Parco regionale dei Due Laghi, Comune di Camugnano), dove la caccia è severamente vietata). E' stato infatti fermato un conduttore di cani armato, subito dopo che l'uomo, residente a Prato, aveva sparato ad un ungulato con un fucile irregolare. Nei confronti del fermato sono immediatamente scattati il sequestro delle armi, e la denuncia alla Procura della Repubblica competente. L'uomo rischia l'arresto fino a sei mesi e l'ammenda da 464,00 euro a 1.549,00 nonché la sospensione della licenza di porto di fucile da uno a tre anni. In questa operazione, organizzata nei Comuni di Castiglione dei Pepoli e Camugnano, agli agenti di Bologna si è affiancato un nucleo operativo della Polizia Provinciale di Prato, in una collaborazione preziosa, destinata a rafforzarsi in futuro, per affrontare in modo coordinato coloro che si ostinano a praticare la caccia di frodo. I
 confini amministrativi della Regione non possono infatti rappresentare un ostacolo al perseguimento dei fini di giustizia penale, anche perché far rispettare il "diritto venatorio" non è sempre agevole nella nostra provincia, come nel caso dell'area in cui è avvenuta l'intervento: un ambito faunistico importante, di oltre 5.000 ettari, impervio e con copertura boscata molto estesa, in posizione strategica, al confine con la Toscana, frequentato da specie di rilevante interesse ambientale e fortemente sostenuto dai cacciatori stessi.
In tale contesto, malgrado le rilevanti difficoltà operative e climatiche, gli agenti del Corpo continuano ad adoperarsi, per contrastare gli atti di caccia illegali ed individuare i trasgressori. Ricordiamo che già l'anno scorso sorpresero in flagranza di reato alcuni soggetti, appartenenti ad una squadra toscana di caccia al cinghiale.
 
 
 
 
A cura di:
Ufficio stampa
 
 

Data ultimo aggiornamento: 28-01-2008