Comunicato stampa

02 settembre 2005 - Lotta alle cavallette in agricoltura


 
 

Il punto sulla situazione in un incontro a Castelletto di Serravalle

Nei giorni scorsi, nella sede della Comunità Montana Valle del Samoggia a Castelletto di Serravalle, si è tenuto un incontro pubblico organizzato dalla stessa Comunità in collaborazione con l'assessorato Agricoltura della Provincia di Bologna, per fare il punto sulle azioni intraprese per lotta alle cavallette.
Erano presenti amministratori dei Comuni di Castello di Serravalle e Guiglia, i cui territori, come gran parte della collina, nel corso dell'estate sono stati accomunati dal problema, e tecnici del Centro Agricoltura Ambiente di Crevalcore (CAA) e del Consorzio Fitosanitario di Modena che, per conto delle rispettive Province, hanno predisposto piani di monitoraggio e controllo.
Dopo le informazioni sulla notevole espansione numerica di questi insetti negli ultimi anni, causata principalmente dall'abbandono di numerosi campi coltivati e dalla scarsa copertura vegetale di molte aree del nostro Appennino, sono stati illustrati i risultati del piano di monitoraggio e controllo predisposto in collaborazione con la Provincia di Bologna e col Servizio Fitosanitario Regionale.
Il piano prevedeva, in primavera, il monitoraggio delle possibili aree di deposizione delle uova. Gli oltre 200 controlli eseguiti hanno portato all'individuazione di circa 50 "grillare", con migliaia di uova o cavallette appena nate, che consentirà la predisposizione di mappe di rischio utili a prevenire infestazioni future.
Sulla base delle prime rilevazioni, inoltre, era stato attivato un piano sperimentale di lotta basato sull'impiego di faraone, che per la loro voracità si prestano particolarmente ad un'azione di controllo "biologico". Ad agricoltori della collina bolognese, che ne hanno curato l'ambientamento in azienda, sono stati forniti 400 volatili, in gruppi di una trentina. Nonostante la perdita inevitabile di circa un terzo degli esemplari a causa delle volpi e di altri predatori, il loro utilizzo è stato ritenuto efficace dalla maggioranza degli agricoltori, che ne sollecitano una maggiore diffusione nei prossimi anni.
Fra le azioni intraprese, anche ricerche volte all'individuazione di insetticidi biologici e di origine naturale efficaci per la soluzione del problema. Buoni risultati sono stati ottenuti con esche alimentari a base di "spinosina", sostanza derivata dal metabolismo di fermentazione di un batterio attinomicete (Saccharopolyspora spinosa) presente nel suolo.
Al termine dell'incontro, tecnici e amministratori hanno convenuto sulla necessità di promuovere, nei prossimi anni, un lavoro coordinato tra le diverse Province e sulla base del progetto pluriennale già allo studio che coinvolgerà vaste superfici regionali. Il secondo appuntamento sul tema è in programma a Pianoro lunedì 5 settembre alle ore 20.30, nella Sala del Consiglio Comunale, su iniziativa della Provincia di Bologna e della Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi.
 
 
 
 
A cura di:
Ufficio stampa
 
 

Data ultimo aggiornamento: 10-04-2008