Comunicato stampa

30 maggio 2005 - La riforma del secondo ciclo della scuola


 
 

Dichiarazione di Paolo Rebaudengo, assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro

«Il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì scorso, in prima lettura, il decreto di riforma della scuola secondaria di secondo grado (la scuola media superiore), quando ormai sembrava non interessare più nessuno e soprattutto non avere più nessuno, nemmeno nella maggioranza di governo, disposto a difenderla. La partita non è ancora chiusa, l'iter è lungi da essere completato, si pensi solo all'appuntamento della Conferenza Stato-Regioni, dalla quale la Moratti non avrà certo la strada spianata. Ma la pervicacia di questo Governo a volerlo approvare, nel breve periodo che resta prima della fine della legislatura, lascia scarse speranze a chi confida nel buon senso.
Il decreto, preceduto da ben dieci bozze, sancisce la separazione secca del percorso dell'istruzione, tutta "liceizzata" (quattro licei senza indirizzi e quattro con diversi indirizzi), di competenza dello Stato, e di quello della istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni. Si spezza così un ordinamento che doveva restare unitario e organico, contraddicendo i principi affermati dallo stesso Ministro circa due sottosistemi che interagiscono tra di loro, e circa la pari dignità tra tutti i percorsi della scuola.
La riforma si conferma così antistorica e antiscientifica, proprio mentre viene chiesta, concordemente da tutti, una scuola a supporto delle esigenze della innovazione e della ricerca, per contrastare il declino del Paese. Il sistema industriale, e in generale quello economico, del nostro territorio, in difficoltà anche per i problemi a reperire quadri e tecnici di alto profilo, avrà ben poco da guadagnare da un sistema scolastico che vede ridurre sempre più le risorse, e che copre i difetti di una riforma maldestra con espedienti nominalistici (i "licei tecnologici" e i "campus"), che non possono favorire i nostri 30.000 giovani tra i 14 e 18 anni, la cui futura realizzazione professionale deve poter poggiare su solide basi culturali, scientifiche e tecniche».
 
 
 
 
A cura di:
Ufficio stampa
 
 

Data ultimo aggiornamento: 18-03-2008