Cleto Tomba “La contrada della luna” in mostra fino al 2 luglio a Castel San Pietro Terme

Voluta per ricordare lo scultore a trent'anni dalla scomparsa

Dettaglio dal manifesto
 

In occasione del trentennale della scomparsa di Cleto Tomba, Castel San Pietro Terme dedica al suo concittadino la mostra “La contrada della luna”. L'esposizione si tiene dal 3 giugno fino al 2 luglio nel suggestivo seminterrato delle Cantine Bollini in Palazzo Malvasia, nel cuore di quella “contrada della luna” che ha dato il titolo alla mostra, il cuore del mondo di Tomba. Nella vicina Chiesa di Santa Maria Maggiore si può ammirare il primo Presepe; mentre nella sede del Comune sono esposte una quindicina di opere concesse dall’Amministrazione Comunale.

La mostra è promossa da Piero Degliesposti, Comune e Pro Loco di Castel San Pietro Terme, in stretta collaborazione con la figlia Bianca Maria e con i patrocini dell'Istituto beni artistici e culturali e dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, della Città Metropolitana di Bologna e del nuovo Circondario Imolese. I curatori della rassegna e del catalogo sono Adriano Baccilieri, Beatrice Buscaroli e Bruno Bandini.

Si possono ammirare circa 100 opere in terracotta policroma, molte inedite, quasi tutte provenienti da collezioni private, che ricompongono il suo caratteristico universo di figurine, soggetti singoli e gruppi, in un campione che dagli ultimi lavori risale a ritroso fino agli anni ’20 e ancor prima.

 

Artista unico nel suo genere, che sembra ereditare la maggiore tradizione plastica bolognese per legarla alla minore vicenda artigianale delle figure da presepio e delle cosiddette “figurine”, la mostra intende riportare la luce, su un artista ingiustamente considerato un petit-maitre, mentre, come sottolineava già anche Arturo Martini, Tomba mostra, pur nella piccola dimensione, la figura e la qualità di uno scultore in tutti i sensi.
La mostra propone più di cento pezzi in gran parte da collezioni private che consentono di ripercorre la biografia dell’artista fin dagli esordi, gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, giungendo fino ad alcuni degli ultimi lavori. La sua formazione, iniziata presso la Scuola di Palazzo Ercolani a Bologna, si concluse presso l’Accademia di Belle Arti della stessa città, sotto la guida di Pasquale Rizzoli.
Pur avendo iniziato come scultore di opere monumentali, partecipando a diversi concorsi (non tutte le opere furono eseguite ma vanno segnalati i monumenti ai caduti di Imola e di Casola Valsenio), ben presto ridusse la sua misura prediletta alle piccole figure che presto le resero celebre: “Ho scelto il piccolo formato perché è la mia dimensione”, spiegava. Presente diverse volte alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia, dagli anni Trenta Tomba si concentrò sulla sagacia e l’ironia delle sue “figurette” in terracotta che toccano quasi tutti gli aspetti consueti della vita di tutti i giorni.
Così nella sua prolifica galleria umana sfilano preti e suore, medici e pazienti, spose e madrine, bimbi, contadini, galeotti, ubriachi, le pettegole oltre ai gruppi, principalmente dedicati ai Presepi.
E’ qui che, confondendosi con l’indiscussa capacità ritrattistica che gli venne subito riconosciuta e che lo portò ad altri premi e a importanti acquisizioni pubbliche, Tomba rivela la sua concentrata bravura e il suo sorriso su un mondo che svela la sua fragilità e la sua debolezza.
Dopo aver insegnato per quasi trent’anni al Liceo Artistico, Tomba si ritirò per dedicarsi soltanto alla scultura.

La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 21, il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21.
Sabato 17 giugno resterà aperta fino alle ore 24.

 

Diverse manifestazioni accompagnano la mostra, dal Concorso Lirico Internazionale, all’organizzazione di seminari didattici.

InformazioniCastel San Pietro Terme

 
 

A cura di Ufficio stampa

Data ultimo aggiornamento: 15-06-2017