Patto metropolitano per il lavoro

Nel quadro delle funzioni di coordinamento delle politiche di sviluppo economico e sociale del territorio che la legge le affida, la Città Metropolitana ha sottoscritto (il 29 aprile 2015), un Patto con le parti sociali, per valorizzare e potenziare il sistema territoriale bolognese, per co-progettare politiche pubbliche per il recupero e lo sviluppo della forza economica e della coesione sociale che hanno caratterizzato per anni il nostro territorio.
La crisi economica ha colpito con durezza il territorio metropolitano bolognese, mutandone in pochi anni non solo i riferimenti economici e produttivi, con la chiusura di un numero significativo di imprese e la scomparsa di importanti filiere, ma anche quelli sociali, con la crescita dilagante della disoccupazione e il forte incremento di fenomeni di povertà e di esclusione sociale, cui neppure un sistema di servizi sociali strutturato come quello bolognese riesce più a dare risposte adeguate.

Il Patto si pone l’obiettivo di fronteggiare queste problematiche, salvaguardare e ricostruire quell’elevato livello di coesione sociale che da sempre ha caratterizzato il territorio metropolitano, diventandone uno dei fattori di sviluppo, attraverso uno strumento condiviso tra tutti gli attori sociali e istituzionali che, parallelamente ed in coerenza con una forte progettazione in chiave di sviluppo e di nuova promozione della struttura sociale, economica e produttiva, riesca a mettere a punto una serie di interventi e azioni condivise e strutturate.

Per raggiungere questo obiettivo è cruciale definire politiche pubbliche anticicliche che siano in grado di agganciare i segnali della ripresa e di determinare un nuovo modello di sviluppo, attraverso il rilancio della domanda di beni e servizi, l'innovazione e il rafforzamento del welfare, l'investimento nella conoscenza e nella formazione quali leve di un nuovo sviluppo sostenibile con l'obiettivo della piena e buona occupazione, anche per la creazione di posti di lavoro “bianchi" (nella sanità, nell'istruzione e formazione, nel sociale, nella cultura e nel turismo), "verdi" (nell'ambiente e nell'assetto idro-geologico, nelle politiche dell'energia rinnovabile, nel riciclo/riuso dei rifiuti che possono passare “da costo-problema a valore-opportunità”, nel trasporto pubblico locale sostenibile, nella riqualificazione dei centri urbani), "digitali" (ICT applicata ai processi e ai prodotti).

Il Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo economico e sociale, nasce quindi come un accordo quadro che definisce le strategie che il territorio metropolitano intende condividere con la Regione Emilia-Romagna, con il comune obiettivo di rendere il territorio regionale competitivo ed attrattivo con un forte impatto anche a livello nazionale ed europeo.

Gli ambiti di intervento del Patto sono:

  • Valorizzazione degli accordi territoriali per garantire la legalità, la gestione delle crisi aziendali, il sostegno del reddito e la coesione sociale,
  • Rilancio e innovazione del sistema produttivo,
  • Innovazione sociale,
  • Promozione dell'occupazione,
  • Qualificazione/riqualificazione del capitale umano.

 

Il Patto metropolitano per il lavoro e lo sviluppo economico e sociale individua, tra gli ambiti di intervento da sviluppare, la necessità di promuovere un Focus, cioè uno specifico approfondimento partecipato da tutti i soggetti coinvolti, sulle filiere e sugli ambiti territoriali maggiormente colpiti dai processi di trasformazione e dalla crisi economica, in particolare sul territorio della montagna, e con questa caratterizzazione è stato avviato, nel marzo 2016, Il Focus sull’Appennino metropolitano.