Storia dei burattini


Il teatro di figura bolognese, uno dei più antichi e prestigiosi nel panorama italiano, affonda le sue radici alla fine del Seicento, periodo cui risalgono le prime testimonianze documentarie di spettacoli di burattini che, nel corso del tempo, si arricchiscono di nuovi personaggi, grazie al talento e alla creatività di alcune importanti famiglie di burattinai. Non più maschere della Commedia dell’Arte ma veri e propri beniamini del pubblico uditore che si immedesimava nei racconti, nei gusti e nel linguaggio di figure strettamente legate al territorio. Un nuovo fervore culturale e innovativo che porta, tra il Settecento e l’Ottocento, alla nascita di Fagiolino, eroe popolare e protagonista della scuola bolognese. 

La storia del teatro burattinesco petroniano è legata soprattutto alla figura di Filippo Cuccoli, nato nel 1806, che portò il casotto dei burattini in Piazza Maggiore sotto l’orologio di Palazzo d’Accursio e nella stagione più fredda sotto il Voltone del Podestà, diventando in brevissimo tempo molto popolare. Alla sua morte, nel 1872, l’attività fu portata avanti dal figlio Angelo (1834-1905) che continuò la tradizione del padre con fine intuito e grande successo di spettacoli fino all’inizio del Novecento.

La fama dei Cuccoli era tale che si coniò addirittura un modo di dire, Ander in dal paniròn ’d Cuccoli, ossia “finire nel cesto dei Cuccoli”, frase che ancora oggi vuol dire “finire nel dimenticatoio”, “non contare più nulla”, dal momento che, dopo essere serviti per la recita, i burattini venivano buttati alla rinfusa in un grosso paniere.

Molti furono in seguito gli artisti che raccolsero l’eredità dei Cuccoli, come Augusto e Dina Galli, Gaetano Chinelato, Raffaele Rivani, Ciro Bertoni, Pilade Zini, Gualtiero Mandrioli, Umberto Malaguti, la famiglia Rizzoli e Demetrio Presini che fu l’unico gestore di un teatro stabile di burattini nei locali dell’ex Sala Borsa (anni 70-80) e con il quale collaborò Romano Danielli, maestro burattinaio e apprezzato regista teatrale, insignito recentemente dal Comune di Bologna della Turrita d’Argento per i suoi meriti culturali. 

Il teatro dei burattini è un’arte popolare che ancora oggi, grazie ad artiste e artisti, è strumento di racconto e confronto tra le generazioni e le differenti classi sociali.

Il burattino veicola storie ed è custode della memoria e dell’essenza della bolognesità. L’impegno dei burattinai bolognesi del nuovo millennio e la sensibilità delle istituzioni cittadine evidenziano una volontà crescente di riqualificare e mantenere viva una tradizione che ha trovato nel riconoscimento De.Co una sua concreta promozione e valorizzazione.