Laboratorio e/o deposito di alimenti

Laboratorio e/o deposito di alimenti

Per laboratorio di produzione alimentare si intende un locale adibito all'attività di lavorazione, trasformazione, produzione, confezionamento o comunque manipolazione, nonché eventuali depositi di sostanze alimentari.


Tutti i titolari di laboratori, nonché dei depositi di sostanze alimentari, oltre ad essere in regola con le vigenti normative in materia edilizia ed ambientale, devono presentare apposita notifica per quanto riguarda i requisiti igienico-sanitari direttamente all'Azienda USL competente per territorio, indipendentemente dalla capacità produttiva.


L'attività può essere svolta dagli imprenditori artigiani in base alla L. n. 443/1985 "Legge quadro per l'artigianato", dopo l'iscrizione nel Registro Imprese della Camera di Commercio.
È consentita la vendita al minuto dei propri prodotti esclusivamente presso la sede produttiva senza la necessità di effettuare alcuna comunicazione in merito. Nel caso in cui la vendita al minuto avvenga in sedi diverse oppure si vendano prodotti diversi rispetto a quelli prodotti, dovrà essere osservata la disciplina specifica relativa al commercio al minuto (D.Lgs n. 114/1998).
Nel caso di laboratori artigianali, la vendita al minuto è consentita esclusivamente per asporto e non possono essere consumati i prodotti in locali o superfici aperte al pubblico attrezzati a tal fine.

 

 
 
Requisiti

Requisiti soggettivi

  • Essere proprietario, o avere ad altro titolo la disponibilità dell'immobile oggetto dell'intervento;
  • Essere iscritto al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio;
  • Non sussistenza di procedimenti o provvedimenti di applicazione di misure di prevenzione di cui alla L. 575/65 e successive modifiche;

Requisiti oggettivi

  • Le strutture e gli impianti devono avere i requisiti previsti dai Regolamenti comunali edilizi e di Igiene, Sanità pubblica e Veterinaria, nonché del Regolamento CE n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari e il Regolamento CE n. 853/2004 sull'igiene dei prodotti di origine animale;
 
 
Procedimenti

 

L’esercizio dell’attività è subordinato all’osservanza della conformità dei locali rispetto alle norme edilizie, urbanistiche e igienico-sanitarie, nonché alle disposizioni relative alla prevenzione incendi e a quelle in materia di pubblica sicurezza dei locali.

L'imprenditore che intende avviare un laboratorio di produzione alimentare presenta al SUAP le istanze necessarie per il rispetto delle normative in materia edilizia (Certificato di conformità edilizia e agibilità, destinazione d'uso, ecc) ed ambientale.

 

Tempo

I tempi possono variare in base alle richieste di pareri presentate;

 
 
 
Oneri

Oneri istruttori.

 
 
Controlli

I controlli sulle attività sono svolti dalla Polizia locale.

 
 
Tutela giurisdizionale

 AZIONE DI ANNULLAMENTO di un PROVVEDIMENTO ESPRESSO


L'azione di annullamento consiste nell'impugnazione di un provvedimento amministrativo (es. una autorizzazione) innanzi al giudice amministrativo (ossia, il TAR competente) al fine di ottenerne l'annullamento. Il termine per proporre l'azione di annullamento è, a pena di decadenza, di 60 giorni. Questo termine decadenziale decorre:

 

  • dalla notificazione, o comunicazione o piena conoscenza dell'atto;
  • per gli atti per i quali non sia richiesta la notificazione individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine per la pubblicazione (se prevista dalla legge o in base alla legge).

 

AZIONE DI ANNULLAMENTO avverso il SILENZIO-ASSENSO


L'azione di annullamento si presenta, sostanzialmente invariata, anche nel caso in cui sia contestato non un provvedimento espresso, bensì il silenzio-assenso della PA: difatti, gli effetti del silenzio-assenso, assimilabili a quelli di un provvedimento che accoglie l'istanza del privato, possono illegittimamente pregiudicare gli interessi di terzi. Il silenzio-assenso, come eccezione alla regola del provvedimento espresso, si viene a formare solo nei casi in cui vi sia una norma che lo prevede espressamente: in questi casi tassativi, l'inerzia della PA, protrattasi oltre al termine di conclusione del procedimento, si risolve nell'accoglimento dell'istanza del privato. Il termine, dunque, per proporre un'azione di annullamento avverso il silenzio-assenso di una PA è sempre di 60 giorni.

 

AZIONE avverso il SILENZIO INADEMPIMENTO


Il silenzio inadempimento è la situazione che si verifica quando un'amministrazione, nel termine individuato dalla legge, non abbia assunto alcun provvedimento e sia rimasta inerte.
L'azione avverso il silenzio inadempimento della PA può essere proposta, innanzi al TAR, finchè l'amministrazione omette di provvedere, e comunque non oltre un anno dalla scadenza del termine indicato dalla legge per la conclusione del procedimento. Il giudice, se accoglie il ricorso, ordina alla PA di provvedere entro un termine congruo, normalmente non superiore ai 30 giorni.

 

L'ordine di provvedere che il giudice impartisce alla PA una volta accolto il ricorso avverso il silenzio inadempimento, può essere di due tipi:

 

  • generico, nel caso in cui la PA, in quel procedimento, conservi comunque un coefficiente di discrezionalità nella scelta se adottare un provvedimento positivo o negativo;
  • specifico, nel caso in cui la PA, per quel procedimento, non abbia alcuna discrezionalità, ma si tratti di attività vincolata (es. il rilascio del permesso di costruire).

 

SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITA'

(Le riflessioni svolte in materia di SCIA valgono anche in riferimento alla dichiarazione di inizio attività (DIA); tuttavia, quest'ultimo istituto è stato, nel tempo, ridotto a un numero sempre più limitato di procedimenti al fine di giungere ad un suo totale superamento).


La SCIA permette al privato di iniziare l'attività al momento della segnalazione e la pubblica amministrazione competente ha un termine di 60 giorni (30 in materia edilizia) per verificare che l'attività segnalata sia conforme alla normativa vigente. A norma del co. 6-ter dell'art. 19 della L. 241/1990 sul procedimento amministrativo, la SCIA non equivale a un provvedimento tacito, ma si configura come una mera dichiarazione di scienza del privato alla pubblica amministrazione in merito all'inizio di una attività. Questo punto è importante per la tutela del terzo, poichè il terzo, pregiudicato dall'attività segnalata potrà scegliere fra due opzioni:

 

  • potrà sollecitare la PA competente a esercitare i propri poteri di controllo e, quindi, di inibizione di una attività che, a detta del terzo, sarebbe contraria alla normativa vigente. Qualora la PA rimanga inerte a fronte delle sollecitazioni del terzo, questi potrà esperire l'azione avverso il silenzio inadempimento della PA che, se accolta, comporterà una condanna della PA a provvedere;
  • in alternativa, potrà, entro il termine previsto per l'attività di controllo della PA (60 o 30 giorni), esperire innanzi al TAR l'azione di accertamento, finalizzata a far dichiarare dal giudice l'insussistenza dei presupposti per i quali la SCIA è stata presentata e costringere la PA ad esercitare i propri poteri inibitori.
 
 
Normativa

Per reperire la normativa relativa si può consultare il sito "Normattiva".

  • Delibera Giunta regionale 7 luglio 2008 n. 1015 - Definizione delle procedure di riconscimento e registrazione per le imprese del settore alimentare applicative della normativa europea in materia di sicurezza alimentare;
  • Determinazione dirigenziale della Responsabile del Servizio Veterinario e Igiene degli alimenti della Regione Emilia Romagna 1 agosto 2008, n. 9223 - Procedura per la registrazione delle attività e il riconoscimento degli stabilimenti del settore alimentare e dei sottoprodotti di origine animale di cui alla Delibera di Giunta Regionale 7 luglio 2008 n. 10 ;
  • Regolamento comunale edilizio;
  • Regolamento comunale d'Igiene, Sanità pubblica e veterinaria;

 

 
 
Documentazione e modulistica da presentare

L'istanza viene presentata su apposita modulistica al SUAP.
Per quanto riguarda i requisiti igienico-sanitari, prima dell'inizio dell'attività è necessario presentare notifica ai fini della registrazione dell'impresa direttamente all'Azienda USL competente.

Qualora si renda necessario, al fine di acquisire elementi integrativi di giudizio, il SUAP interrompe e/o sospende il procedimento come previsto dalle norme vigenti.
Nel caso l'istruttoria sia conclusa positivamente viene rilasciato il provvedimento finale che costituisce titolo unico per l'intervento richiesto, diversamente il procedimento si conclude in modo negativo.

 
 
 

Ultimo aggiornamento: 18-12-2018

 

QUESTA SCHEDA E' IN FASE DI AGGIORNAMENTO. La riforma di ampio respiro della Pubblica Amministrazione inaugurata con la L. 124/2015 - c.d. Madia - e, di conseguenza, i numerosi interventi a livello di normativa regionale, hanno inciso sotto vari profili anche su diverse delle attività presenti sulle schede vademecum.

Attualmente, stiamo procedendo all'aggiornamento di ogni singola scheda, pertanto, invitiamo l'utenza a rivolgersi al Suap territorialmente competente per appurare l'eventuale sussistenza di ulteriori - o diversi - adempimenti al fine di avviare/modificare/cessare l'attività di interesse.