PERCORSI DIDATTICI

 
17 maggio giornata mondiale contro l'omolesbobi-tranfobia
 

CONTENUTI
Approfondimenti verso il 17 maggio, giornata internazionale l’omolesbobitransfobia

TARGET

Scuole secondarie di primo e di secondo grado, enti di formazione professionale. Extra scuola: comunità, centri di aggregazione, adulti di riferimento

 

DURATA INDICATIVA
2 ore

 
Suggerimenti per il lavoro con le classi

1) Proporre alla classe una attività di “fantasia guidata”: il/la docente, dopo aver chiesto a studenti e studentesse di chiudere gli occhi, legge loro un testo (il file si trova nella sezione Materiali di riferimento) chiedendo di visualizzare, con più dettagli possibili, quello che viene descritto. Alla fine della visualizzazione pone queste domande 

 

2) La seconda parte dell’attività prevede l’analisi critica, guidata dal/la docente, di alcune campagne di comunicazione create in occasione del 17 maggio. Molto spesso, infatti, le campagne di comunicazione sono un ottimo terreno di analisi per individuare gli stereotipi diffusi all’interno della società e veicolati dalla comunicazione.

L’insegnante può stimolare il confronto ponendo alcune domande alla classe: che emozioni vi suscitano queste campagne? Chi sono le persone rappresentate? Che caratteristiche hanno? Che tipo di tono di voce si evince dal trattamento dell’immagine o dall’accostamento tra immagine e headline (slogan)? Secondo voi queste campagne contengono stereotipi? Se sì, quali?

Alcuni dei temi che potrebbero emergere

  • Termine sovraesteso: succede sempre meno, ma in alcune campagne potrebbe accadere che venga usato solo il termine omofobia, come termine sovraesteso. Questa scelta è parziale, perché non riguarda tutte le forme di discriminazione che colpiscono le persone della comunità.
  • Vittimizzazione: spesso per attirare l’attenzione si sceglie un approccio molto drammatico, che rappresenta la violenza in modo vittimizzante e stereotipato, con immagini crude di tagli, ferite e occhi neri (come succede nelle campagne contro la violenza sulle donne). Questo tipo di rappresentazioni è negativo per le persone che teoricamente dovrebbero riconoscersi nell’immagine.
  • Retorica della coppia: rappresentare una coppia gay o lesbica non è la scelta migliore per parlare di omolesbobitransfobia: le persone LGBTQIA+ esistono anche quando non sono in coppia, è giusto rappresentarle negli aspetti di visibilità che spesso le espongono a violenze, così come dare spazio alla diversità presente nella comunità.
  • Nazionalismo: spesso si lega il riconoscimento di diritti al concetto di civiltà e alla bandiera italiana, avanzando un discorso scivoloso che potrebbe sfociare nel cosiddetto “omonazionalismo”. Meglio evitare concetti che possono creare gerarchie di civiltà tra un paese e l’altro (ricordandoci che in molti paesi ex colonie sono stati gli Stati europei a introdurre la persecuzione delle persone LGBT). 
  • “Born this way”: in molte campagne per i diritti LGBTQIA+ si fa ricorso all’argomentazione per cui l’orientamento o l’identità di genere non si scelgono, quindi bisogna accettarle in quanto “dato di natura”. Questa argomentazione annulla la dimensione di “scelta” che invece è una componente fondamentale della comunità LGBTQIA+ e della pratica della visibilità, e fa ricorso a una retorica che viene di solito usata contro la libertà scelta, quella appunto del determinismo biologico. Evitiamo quindi di usare concetti come “Sono nata così” e simili.
  • Spunti positivi: moltiplicare le rappresentazioni, dare visibilità a persone LGBTQIA+ da sole o all’interno di una comunità, abbracciare un’ottica intersezionale per dare visibilità alle persone lesbiche, gay e trans di tutte le età, di vari colori della pelle e provenienze, con e senza disabilità, usare l’ironia e l’arte del rovesciamento
 
Linee di intervento nell'Istituto/Ente

Introdurre questa attività nelle ore di educazione civica, diritto, materie relative alla grafica in istituti che le contemplino, e/o in moduli interdisciplinari, ad es. storia/economia/inglese. È possibile legare la lezione alla data del 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia (IDAHOBIT).

 
Materiali di riferimento