Pieve di Santa Maria Annunziata e San Biagio

Sala Bolognese- Pieve di Santa Maria Annunziata e San Biagio
 
 
via Gramsci, 51 - Sala Bolognese

Tra i più insigni monumenti di stile romanico lombardo del Bolognese, la pieve - ricostruita nel 1096 su una chiesa paleocristiana del quarto secolo, edificata sui resti di un tempio pagano – venne restaurata nel 1517 dai Canonici regolari di S. Salvatore e restituita al suo aspetto originario dai restauri avviati nel 1920 dall'Arciprete Can. Gaetano Botti, coadiuvato dall'architetto Giuseppe Rivani (1894 -1967), epigono di Alfonso Rubbiani. La facciata a cuspide presenta una bifora con un elegante capitello cubico, con preziosi intagli di derivazione bizantina; la lunetta dell'arco a tutto sesto sopra alla porta è decorata da esagonette di laterizio rosse e gialle. L'abside maggiore sul retro, ben conservata, è coronata da una galleria cieca ad arcatelle binate del sec. XI, unico esempio presente in un edificio romanico nel territorio di Bologna. Interamente ricostruito è il piccolo campanile a vela sull'abside settentrionale, che con questa era stato sacrificato per far spazio a un campanile sorto in tempi diversi, tra rinascimento e barocco. Sul lato destro della pieve è la torre campanaria del 1926, con una cappella dedicata ai caduti delle due guerre mondiali. L'interno della chiesa a pianta basilicale, con tre navate divise da colonne dai severi capitelli di selenite, ha un soffitto con copertura lignea a capriate; vicino alla porta d'ingresso è un'antica vasca battesimale per immersione di marmo rosso di Verona. Moderni mosaici di ispirazione bizantina decorano le lunette; sopra l'arco dell'abside maggiore è un affresco con l'Annunciazione dell'Angelo a Maria Vergine, attribuibile al XV secolo. Attraverso un'ampia scala centrale e due scalette laterali si accede al presbiterio, dove si trova l'altare maggiore. La mensa dell'altare è costituita da una lastra di marmo con una testa scolpita di divinità pagana con corna di ariete, Giove Ammone, sulla quale, scalpellando l'effigie, è stata ricavata la croce: l'ara pagana divenuta altare cristiano con l'esorcismo della croce documenta il passaggio dal paganesimo al cristianesimo dell'antica popolazione salese. Nel parapetto dell'ambone è il sigillo con l'aquila imperiale degli Svevi. La parte più suggestiva della basilica è la cripta a tre altari che – ripristinata come era in antico seguendo le tracce degli archi dipinti con i simboli di epoca paleocristiana e delle volte conservatisi – presenta colonnine e paraste come erano nella collocazione originaria.

 

visite: temporaneamente chiusa al pubblico per lavori di restauro

info: Servizio Cultura-Comune di Sala Bolognese cultura@comune.sala-bolognese.bo.it