Con la legge del 23 giugno 1927, n. 1276, furono creati in ogni capoluogo di provincia i Consorzi antitubercolari, previsti già dal 1919. Ne facevano parte obbligatoriamente la Provincia e tutti i Comuni, insieme a enti pubblici che agivano contro la tubercolosi.
I Consorzi avevano lo scopo di promuovere e supportare le attività contro la tubercolosi, coordinare quelle già esistenti e garantire assistenza sanitaria e sociale ai malati, integrando le azioni delle istituzioni antitubercolari. Il principale strumento dei Consorzi erano i Dispensari, che servivano ad identificare i casi di tubercolosi, educare sulla prevenzione, fornire supporto ai malati e raccogliere dati per ricerche. Si prestava particolare attenzione ai bambini, che venivano inviati in colonie al mare o in montagna per rinforzarsi.
Il Consorzio di Bologna creò una rete di dispensari in tutta la provincia, divisa in otto zone, ognuna con un dispensario. Il centro di coordinamento era il Dispensario provinciale di igiene sociale a Bologna, con sezioni per adulti e bambini. Oltre ai dispensari, furono create anche colonie estive.
L'archivio contiene soprattutto documenti amministrativi e contabili, ma anche materiali riguardanti il ricovero dei malati e la loro assistenza dopo la cura. Ci sono anche documenti sulla "Festa del fiore", un evento annuale organizzato con la Croce Rossa per raccogliere fondi e fare propaganda.
Estremi cronologici: 1926-1982
Consistenza: bb. 1266, regg. 253, voll. 100, cartt. 63, fasc. 10
Strumenti di corredo: Inventario sommario