Un patto a tre per l’integrazione dei servizi tra le Aziende sanitarie

Regione, Università e Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Città metropolitana siglano l’Accordo di programma per una sanità più forte ed efficiente. Entro dicembre la prima analisi sulle possibili forme di integrazione

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É stato firmato il 15 giugno a Bologna l’Accordo di programma tra Regione Emilia-Romagna, Università di Bologna e Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Città metropolitana. L'obiettivo del “patto” è la piena integrazione dei servizi tra le Aziende sanitarie dell’Area metropolitana: le Aziende Usl di Bologna e di Imola, l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna e l’ICCS-Istituto Ortopedico Rizzoli.
Firmatari dell’Accordo, alla presenza del Sindaco di Bologna e della Città metropolitana Virginio Merola, sono i legali rappresentanti degli enti coinvolti: il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, e il presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Città metropolitana, Luca Rizzo Nervo.

I punti dell'Accordo
L’Accordo impegna i firmatari a valutare tutti gli strumenti - istituzionali e organizzativi - utili alla piena integrazione dei servizi e/o delle strutture delle Aziende sanitarie, a partire da una riorganizzazione dei servizi distrettuali e ospedalieri in Area metropolitana. Obiettivo, migliorare l‘accessibilità, la prossimità e la qualità dei servizi, stimolare la ricerca e l‘innovazione, qualificare la didattica pre e post-laurea.

Il documento condiviso indica una serie di obiettivi strategici, e precisamente:
- la razionalizzazione delle reti ospedaliere, che dovrà avvenire in modo coordinato con la revisione dei modelli organizzativi dell’assistenza distrettuale, per un’integrazione più efficace dei percorsi e delle reti clinico-assistenziali. Un’operazione, questa, funzionale a miglioramenti complessivi in termini di efficienza, continuità assistenziale, sicurezza e qualità;
- caratterizzare maggiormente, e integrare tra loro, le vocazioni delle strutture ospedaliere nell’intera Area metropolitana, in modo da valorizzarle rispetto alle funzioni previste dalla programmazione regionale e nazionale;
- adottare modelli organizzativi che favoriscano una collaborazione istituzionale più solida nelle attività di ricerca e didattica, così come indicato dal recente Protocollo d’intesa Regione-Università;
- integrare in modo più efficace le attività assistenziali degli Irccs all’interno delle reti cliniche dell’Area metropolitana, e favorire la loro capacità di trasferire in tempi rapidi i risultati delle proprie attività di ricerca istituzionale sul piano assistenziale.

Il Nucleo tecnico di progetto
Nello scorso mese di maggio, Regione, Università di Bologna e Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Città metropolitana hanno istituito il Nucleo tecnico di progetto che dovrà studiare le forme migliori di integrazione e condurre un’analisi organica e completa in vista della riorganizzazione dei servizi distrettuali e ospedalieri.
Il Nucleo è composto dai quattro direttori generali delle Aziende della Città metropolitana e da tre esperti nominati dalle istituzioni coinvolte.
Entro dicembre 2017 presenterà alla Conferenza una prima analisi delle possibili forme di integrazione avvalendosi, attraverso le Aziende sanitarie, del più ampio contributo delle componenti professionali interessate, anche accademiche. Il rapporto conclusivo verrà sottoposto alla Conferenza entro il 30 giugno 2018. Successivamente, un’eventuale proposta di revisione degli assetti, dei modelli organizzativi e dei meccanismi di finanziamento sarà indirizzata dalla Conferenza alla Regione, per le decisioni di competenza di quest’ultima.

"Con questo Accordo, che abbiamo fortemente voluto, daremo una prospettiva strategica a una ricchezza sanitaria che Bologna esprime attraverso il Policlinico universitario Sant'Orsola-Malpighi, i due Irccs Istituto ortopedico Rizzoli e Istituto delle Scienze Neurologiche e i due ospedali Maggiore di Bologna e quello di Imola. Strutture sanitarie che rappresentano il punto di riferimento per tutta la rete metropolitana, compresa quella territoriale - dichiarano Virginio Merola, Sindaco di Bologna e della Città metropolitana e Luca Rizzo Nervo, presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Bologna - L'idea è mettere in valore tutta questa ricchezza immettendola in una strategia comune, partendo dall'analisi affidata ad un gruppo di esperti e aziende sanitarie che studi diversi modelli e diverse esperienze anche a livello europeo, che possano dare forma a una forte integrazione dei nostri ospedali".

 

 

A cura di Ufficio stampa

Data ultimo aggiornamento: 19-06-2017