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"La Rete siamo noi", il rapporto tra adolescenti e nuovi media

Copertina della guida
Copertina della guida

I dati di un'indagine sull'uso di internet e cellulari

Il primo cellulare arriva a 11 anni appena finita la scuola elementare, viene usato soprattutto per mandare sms (84%) e per navigare su Internet (23,5%). Ma via web o cellulare arrivano anche insulti, minacce, scherzi pesanti tanto che il 24% del campione ha raccontato di aver subito episodi di bullismo elettronico. E' quanto emerge da una ricerca sul rapporto adolescenti e nuovi media realizzata in sei scuole superiori di Bologna e che ha coinvolto 508 giovani tra i 14 e i 18 anni.


L'indagine, nata dalla collaborazione tra il Difensore civico regionale e il Corecom dell'Emilia-Romagna, è stata effettuata al termine dello scorso anno a livello regionale nelle province di Bologna, Ferrara, Piacenza, Rimini con il coinvolgimento totale di circa 2000 ragazzi (una media di 500 per provincia).
Scopo della ricerca e delle conseguenti iniziative è fornire ai giovani linee guida per un utilizzo consapevole e corretto dei mezzi di comunicazione interattivi (educazione all'uso dei media), informandoli anche sulle responsabilità giuridiche (pochi sapevano che a 14 anni si è già responsabili).

Le risposte raccolte su argomenti come cyberbullismo, molestie e pedopornografia on line, hanno fornito materiale per il progetto sperimentale "La Rete siamo noi", sull'uso sicuro del cellulare e di Internet da parte di ragazze e ragazzi, che coinvolge la Provincia di Bologna e l'Istituzione "Gian Franco Minguzzi", in collaborazione con il Difensore civico regionale e il Corecom dell'Emilia-Romagna.


Dopo il questionario, due incontri pubblici e un corso di aggiornamento per professori neoassunti, è stata realizzata una piccola guida per genitori (scaricabile anche dai siti delle istituzioni coinvolte) sull'uso e i rischi delle nuove tecnologie per i minori.


Inoltre, nei prossimi giorni si terranno le presentazioni di due libri "Bullismo elettronico. Fattori di rischio connessi alle nuove tecnologie" (giovedì 11 novembre) e "Il bullismo omofobico. Manuale teorico-pratico per insegnanti e operatori" (mercoledì 24 novembre) alla biblioteca dell'Istituzione Gian Franco Minguzzi in via Sant'Isaia 90 a Bologna.


La ricerca mostra che gli 'esordienti' del telefonino sono soprattutto maschi, studenti degli istituti tecnici e italiani. Diverso l'uso tra maschi e femmine: tra i primi sono più numerosi i casi di cyberbullismo prendendo di mira ragazze e in particolare le ex fidanzate o i compagni più deboli della classe. Le femmine si mostrano in webcam con atteggiamenti più disinibiti e fanno più amicizie attraverso i social network.
Cellulare e Internet sono compagni inseparabili della loro vita: il 40% degli studenti non spegne mai il telefonino e il 29,5% lo cambia quando non è più di moda. Oltre agli sms, lo usano per fare foto (64,2%) e telefonare (63,6%) e spendono in media 20 euro al mese.

Boom per Internet: il 99% degli intervistati usa la rete, il 47%  ha il collegamento nella propria stanza e il 94% naviga da solo.
Spesso ricevono inviti da parte di sconosciuti che chiedono il numero di telefono, una foto o un incontro diretto e accettano dal 15 al 38% di loro. Ma non mancano insulti, foto ose' o minacce anche se il 36% del campione non sa che si tratta di bullismo elettronico ('Ho solo girato una foto che mi avevano mandato' oppure ''Stavo scherzando', sono le giustificazioni più frequenti) e il 24% ne è stato vittima. L'11,5% degli episodi è avvenuto a scuola, il 66% fuori. Infine, secondo i figli, in genere i genitori non sanno come loro usano il web o il cellulare (rispettivamente 36,2% e 62%), si lamentano che ci passino troppo tempo e ne controllano l'uso nel 10,5% dei casi per Internet e nel 15% per quanto riguarda il cellulare.


Link interno


Cyberbullismo e pedopornografia on-line, dal sito dell'Istituto Minguzzi

 
 
 

A cura di Ufficio stampa

Data ultimo aggiornamento: 11-11-2010
 
 

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