PSC in forma associata

Schemi processo di pianificazione PSC - POC - RUE

I Piani Strutturali Comunali sono elaborati in forma associata quando sono predisposti da un gruppo di Comuni, e sono volti a garantire uniformità e contemporaneità nei processi di formazione dei piani urbanistici comunali attraverso lo svolgimento in collaborazione delle funzioni di pianificazione urbanistica.


La Provincia, ora sostituita dalla Città Metropolitana, ai sensi dell'articolo 15.3 del PTCP, promuove la formazione dei Piani Strutturali Comunali elaborati in forma associata partecipando agli Accordi Territoriali tra i Comuni e definendo in tale sede l'entità delle risorse tecniche umane e finanziarie che mette a disposizione dell'iniziativa.

 

I Comuni che hanno aderito alla redazione del PSC in forma associata sono 45, mentre solo 7 hanno optato per la redazione del PSC in forma autonoma.

In particolare, il Comune di Bologna ha condiviso i contenuti del proprio PSC al tavolo interistituzionale per l’elaborazione dei PSC, mentre i Comuni di Casalecchio di Reno e Monghidoro hanno scelto la procedura consentita all’art. 43 della LR n. 20/2000, definita in via semplificativa “spacchettamento”. Casalecchio ha poi adottato nel 2014 una variante al PSC e RUE che ne aggiorna i contenuti rispetto alle indicazioni della L.R. 20/2000. I rimanenti 4 Comuni (Sasso Marconi, Granaglione, Lizzano in Belvedere e San Benedetto Val di Sambro) hanno invece optato per la predisposizione dei nuovi strumenti pianificatori ai sensi della LR n.20/2000 (PSC, POC, RUE) in forma autonoma.

In conclusione, solo 4 Comuni non hanno attivato alcuna procedura per la predisposizione degli strumenti di pianificazione ai sensi della LR n. 20/2000 (Camugnano, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi e Monterenzio).

 

Relativamente ai PSC, considerando le fusioni dei comuni che hanno portato il numero totale da 60 a 55, si può quindi sintetizzare che 2 Comuni hanno chiuso la conferenza di pianificazione, 5 hanno adottato il Piano, 44 lo hanno approvato, 4 non hanno ancora avviato l’iter di approvazione dello strumento urbanistico. Per i RUE, 6 Comuni li hanno adottati, 43 approvati, 6 non li hanno adottati. In merito ai POC, 22 Comuni lo hanno approvato, 34 devono ancora adottare (considerando che del Comune di Valsamoggia, solo Monteveglio ha approvato il POC, prima della fusione con gli altri Comuni).

 

Dal 2009, a seguito delle modifiche alla L.R. 20/2000, il ruolo delle Province è stato arricchito con diversi compiti. Tra questi si richiamano quelli di controllo anche dei Regolamenti Urbanistici Edilizi RUE contenenti la disciplina particolareggiata del territorio e di tutti i Piani Urbanistici Attuativi, anche se non in variante allo strumento operativo di riferimento.

 

Inoltre, la Città Metropolitana è tenuta ad esprimere una valutazione di sostenibilità ambientale su tutti gli strumenti urbanistici comunali, in applicazione della normativa sulla Valutazione Ambientale introdotta con D.L. 4/2008, che ha apportato modifiche del Testo unico Ambientale D.Lgs. 152/2006. In applicazione di tale normativa, la Città Metropolitana esprime il “parere motivato”, dopo aver svolto un lavoro di consultazione e confronto con gli Enti competenti in materia ambientale ed aver valutato eventuali osservazioni presentate durante la fase di pubblicazione del Piano.

 

A queste attività si affiancano anche le competenze relative ai Comuni dotati ancora della strumentazione urbanistica definita dalla previgente L.R. 47/78, oggi superata dalla L.R. 20/2000, che ha introdotto nuovi strumenti di pianificazione. In questa fase di transizione, la Città Metropolitana mantiene il controllo relativo alle “varianti al piano regolatore generale PRG”, verificando la coerenza delle stesse con la Pianificazione sovraordinata.